Un comportamento simile non si era mai visto fra il pubblico di una partita di pallacanestro eppure, evidentemente, c’è sempre una prima volta. Durante l’incontro ai play-off della serie A1 femminile di basket fra Bracco Geas di Sesto San Giovanni e la Pool Comense, infatti, si è assistito ad uno spettacolo davvero poco decoroso nei confronti di una delle giocatrici.

Abiola Wabara, uno degli elementi più preziosi della nazionale italiana, è stata presa di mira dal pubblico della Pool Comense che assisteva alla partita e che ha cominciato a rivolgerle insulti a dir poco vergognosi. Il palazzetto dello sport risuona delle offese razziste che le vengono rivolte, come “negra” e “scimmia”, ma anche degli sputi e dei cori poco raffinati.

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Lei mantiene la calma, si concentra durante la partita riuscendo anche a portare a casa 15 punti, di cui 3 conquistati con l’ultimo tiro proprio al suonare della sirena, e a fine match è intenzionata a scagliarsi sulla quindicina di ultrà che l’hanno insultata per tutta la durata della partita. Abiola viene trattenuta dalle compagne e trascinata negli spogliatoi, nonostante dal pubblico continuino ad arrivare parole offensive per lei.

Un episodio triste e degradante, che offende Abiola in primis ma tutti coloro che seguono con passione e serietà uno sport come il basket. Ecco le parole della giocatrice nigeriana:

“Gli insulti da parte dei tifosi fanno parte del gioco. Ma quando mi sono sentita chiamare “scimmia” e “negra di m…” non ho potuto restare indifferente. Mi spiace per il tentativo di reazione ma queste cose non devono succedere, mai. A tutto c’è un limite, è davvero triste vedere uomini adulti che prendono di mira e insultano in particolare una donna, sfociando poi nel razzismo più bieco.”

Ancora da chiarire la posizione del giudice sportivo anche se, a quanto pare, non si prenderà nessun provvedimento nonostante gli arbitri abbiano assicurato che l’episodio è tutto riportato nei referti della partita. La solidarietà ad Abiola, diplomata a Parma e poi laureata in Texas, è arrivata soprattutto da Dino Meneghin, presidente della Federbasket:

“Abiola è una delle nostre migliori giocatrici di interesse nazionale e solo dei mentecatti possono rovinare uno spettacolo sportivo come sono i playoff. Il basket è sempre stato caratterizzato dalla multi-razzialità e i giocatori stranieri e di altre etnie hanno, nel tempo, permesso al nostro sport di crescere e di affermarsi. Mi auguro che sia un caso isolato ed esprimo tutta la solidarietà mia personale e di tutta la federazione ad Abiola.”