Avete presente gli anni formidabili di “Sex and the city”, “Bridget Jones”, i libri sulle fashion victim e la gloria delle single? Gli anni Novanta e i primi Duemila sono finiti da un pezzo, e dopo romanzi, serial e cinema, ormai sono tutti d’accordo: è finita un’era. Ora inizia quella delle mamme.

Lo si era capito con le casalinghe disperate, l’avanguardia – ancora un po’ troppo fashion – del cambiamento, ma oggi il mercato si è accorto di un dato inevitabile: quelle lettrici sono invecchiate insieme alle loro eroine. E così, siccome Carrie ha sposato Mr. Big, anche Bridget si è accasata e la crisi monetaria ha reso decisamente out lo shopping compulsivo, dalla Gran Bretagna e da oltreoceano fioriscono già i nuovi libri in cui a essere preso di mira è l’oggetto letterario più famoso del mondo: la famiglia e il matrimonio.

In cima alle classifiche inglesi e mondiali, ad esempio, c’è Christina Hopkinson, con il suo “The Pile of Stuff at the Bottom of the Stairs”, uscito per la {#festa della mamma} e che ha già venduto copie a sei zeri.

Un libro che, senza troppa retorica, elenca il mucchio di roba in fondo alle scale simbolo di mariti e figli che le donne amano e stanno imparando.. a odiare. Giusto per correggere il meccanismo che vede quella single in tenuta da combattimento confinata in mansarda, nei bauli e negli armadi crudelmente pieni di abiti taglia 40 che non stanno più o che, peggio ancora, ti starebbero ancora ma sai che non metterai mai. Così scrive il Washington Post:

“È difficile apprezzare una persona che lavora di più quando tutti si sforzano di tenere il passo. I compiti a casa, la cura dei {#bambini}, biancheria, stoviglie, cucina, e la programmazione è sufficiente. Aggiungete un lavoro vero e un partner che si comporta come uno dei bambini, e chiunque avrebbe diritto di protestare.”

L’ironia di queste nuove eroine è fondamentale per descrivere in modo popolare il cambiamento rispetto alle supermamme degli anni Ottanta: all’epoca l’obiettivo era la performance, oggi è ottenere un riconoscimento sociale e uno spazio tutto per sé. Come racconta benissimo la giovane autrice Cecilia Santamaria in “Quello che le mamme non dicono”, coraggioso atto di distruzione della retorica dell’istinto materno e inno alla gioia di essere donna e al diritto di divertirsi. Che al limite, se vuoi andare al concerto rock, ci porti anche il figlio.

Le madri lavoratrici, stanche, che hanno più voglia di litigare che di fare sesso sono le protagoniste dei libri di Allison Pearson, che con il suo “Ma come fa a fare tutto? Vita impossibile di una mamma che lavora” ha sbancato il botteghino e quest’anno è tornata in libreria, anche in Italia, con “Credo di amarti”, dove invece viaggia indietro nel tempo per parlare di amore adolescenziale, cercando negli anni Settanta le radici dei comportamenti delle quarantenni di oggi.

Insomma, quest’estate le letture più in voga saranno quelle sulle mamme, nuove eroine dei nostri tempi.