La Russia ha deciso di revocare l’embargo nei confronti dei prodotti ortofrutticoli provenienti dai paesi dell’Unione Europea, imposto dal 2 giugno scorso a seguito della diffusione del batterio E.coli. Nella mattinata di oggi è stato infatti firmato un accordo a Mosca tra una delegazione europea, guidata dal commissario europeo per la salute John Dalli, e le autorità russe.

Il portavoce di Dalli, Frederic Vincent, ha spiegato che i prodotti europei esportati in Russia verranno accompagnati da un certificato che dovrà escludere la presenza del batterio killer sulla base di esami effettuati a livello nazionale. La misura decadrà dopo dieci giorni dalla segnalazione dell’ultimo caso di contagio da batterio E.Coli.

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L’introduzione dell’embargo ha creato non poche tensioni tra Russia ed Europa, nonostante l’accordo raggiunto durante il vertice bilaterale Russia-Unione Europea del 9 e 10 giugno. In quell’occasione Bruxelles ha infatti ricordato a Mosca che il divieto imposto potrebbe pesare sull’adesione all’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO) richiesta dalla nazione.

Tensioni ulteriormente alimentate dalla dichiarazione del capo dell’Authority russa Rospotrebnadzor per la protezione dei consumatori, Gennady Onishchenko:

“Le morti provocate dall’epidemia dimostrano che le lodate leggi sanitarie europee, che la Russia è stata esortata ad adottare, non funzionano”.

L’embargo russo ha inoltre contribuito ad aggravare il danno economico per i produttori italiani dovuto al calo delle vendite dei prodotti ortofrutticoli, una cifra che si aggira – secondo la Coldiretti – attorno ai 25 milioni di euro. L’Italia è infatti il principale produttore di frutta e verdura dell’Unione Europea, con un valore complessivo delle esportazioni che ha raggiunto nel 2010 l’importo di 4,1 miliardi di euro.