Non mangiate germogli o semi germogliati a meno che non siano stati sottoposti a un’accurata cottura e non coltivateli per il proprio consumo personale: è la raccomandazione che hanno appena diffuso l’EFSA e l’ECDC per ridurre i rischi di contrarre il batterio killer E.Coli.

Sebbene sia impossibile verificare tutti gli alimenti, si ipotizza a oggi che i germogli siano all’origine del focolaio del batterio E.coli: l’Europa è preoccupata e i casi di sindrome uremica emolitica (HUS) verificatisi a Bordeaux, in Francia, non hanno fatto altro che allarmare ulteriormente non solo i cittadini ma anche ai vertici delle organizzazioni.

Galleria di immagini: Foto batterio killer

In base agli esami fatti sui pazienti francesi è stato confermato quanto emerso in Germania: è stata individuata nei germogli, specialmente di fieno greco, la presenza dell’O104:H4, un ceppo raro di E.coli. Bisogna dunque prestare parecchia attenzione e viene consigliato di segnalare eventuali nuovi casi tempestivamente.

Siccome i semi di fieno greco vengono spesso venduti insieme ad altre miscele di germogli, attenzione dunque quando li si acquista. E mentre l’Italia sembra tacere sulla questione, la Commissione europea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli Stati membri dell’UE stanno collaborando per tentare di limitare la minaccia quanto più possibile.