Non si placa l’allarme legato alla variante killerEscherichia Coli e ai decessi prodotti dalla sua diffusione indiscriminata. Dopo una prima indagine sulle verdure e sul mondo dell’agricoltura, con cetrioli e germogli di soia sul patibolo, ora i riflettori si spostano verso la produzione di carne. Secondo i primi esami la diffusione del batterio è legata a due varianti dello stesso ceppo, con diverse metodologie di trasmissione.

Il batterio che sta imperversando in Germania si chiama Escherichia coli 0104:H4 e si annida nelle mucose intestinali umane, si sospetta che alla base ci sia una scarsa igiene che ne ha incentivato la diffusione uomo-uomo. Se ciò fosse confermato la diffusione potrebbe essere rapidamente circoscritta e bloccata.

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Ma è di pochi giorni fa l’individuazione di un’altra variante del batterio, indicato con la sigla 0157, già nota in passato per aver colpito molte persone in USA. Vive nell’intestino degli animali e si trasmette attraverso l’assunzione di latte, yogurt contaminato e carni infette e poco cotte. Si sospetta che la diffusione sia avvenuta per ingerimento di cibi colpiti dal batterio o di verdure innaffiate con acque contaminate da feci di animali ammalati.

Sotto accusa sono gli hamburger, le polpette e la carne di manzo francesi derivata da allevamenti in batteria, dove gli animali sono stipati in spazi angusti senza una condizione igienica adeguata, costretti a calpestarsi a vicenda in cerca di aria, e ingozzati rapidamente prima della macellazione. Molti non ce la fanno a sopportare livelli di stress così alti e muoiono, ma i loro corpi non sempre vengono recuperati infettando gli altri animali e condizionando la salute di un intero allevamento. Inoltre le pratiche rapide di macellazione industriale molto spesso non tengono conto dell’igiene, e non è raro che carne e feci infette vengano a contatto.

La propagazione indiscriminata del batterio ha prodotto un elevato numero di vittime in Germania e ora 8 bambini in Francia colpiti da grave colite emorragica con possibili complicanze renali. È indispensabile quindi cucinare perfettamente le carni, lavare accuratamente le verdure e non bere per il momento latte crudo. Privilegiando prodotti nostrani, magari di filiere regionali e a chilometro zero, ma principalmente da allevamenti controllati e senza batterie. Prodotti sani dove gli animali siano liberi di pascolare e non stipati in recinti, dove le galline depongano le uova a terra e la verdura venga coltivata in modo sano. Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio rassicura che la carne di provenienza italiana è sana, ma proseguono serrati i sequestri di carne di provenienza francese del marchio Steaks Country venduta anche qui da noi.