Un posto per dormire in cambio di sesso: questo è il bed surfing, la nuova frontiera del viaggiare low cost lanciata da Ju Peng, una ragazza di 19 anni originaria della Cina, da non confondere però con il couch surfing, che non è altro se non un servizio di scambio di ospitalità tra viaggiatori.

A suo tempo la ragazza aveva dichiarato sul social asiatico Weibo di essere alla ricerca di “partner temporanei”, e la sua iniziativa non poteva che rispecchiarlo appieno, dato che questi “compagni temporanei” diventavano automaticamente i padroni delle case che l’hanno ospitata durante il suo viaggio nell’est della Cina.

Il tutto, ovviamente, alle sue condizioni: la ragazza ha dettato requisiti specifici come la bellezza, avere meno di 30 anni ed essere alti più di 1,75 centimetri. “Questi uomini dovranno finanziare il mio viaggio verso la loro città e tutte le mie spese durante il mio soggiorno, e dovranno essere generosi.” Avrebbe dichiarato Ju Peng secondo il tabloid Mirror, continuando: “in cambio possono trascorrere un’intera notte con me, con la mia assoluta attenzione e una chance per farsi vedere in giro in compagnia di una bella ragazza”.

Uno scambio equo o Ju è una semplice meretrice? Secondo la stessa “Non è niente di cui vergognarsi, è una sorta di autostop alternativo”. A tal proposito il web non poteva che dividersi: alla fine della fiera non avviene nessuno scambio di soldi, se non un – lauto – pagamento in “natura” come se fosse una sorta di ringraziamento per l’ospitalità, ma dove mettiamo i valori e soprattutto la sua integrità come persona? Per farci un’idea il tabloid inglese Mirror ha indetto un poll, dov’è risultato che più del 70% dei lettori reputavano come “prostituzione” il tour della ragazza.

Un tour che probabilmente continuerà anche nel resto della Cina, data la volontà della ragazza nel visitare il suo paese, che finirà inevitabilmente con la stessa “esperienza”, dato che non avrebbe abbastanza denaro per pagarselo da sola.

photo credit: athriftymrs.com via photopin cc