{#Bed Time} è la nuova pellicola di Jaume Balagueró, regista spagnolo già conosciuto dal grande pubblico per il suo lavoro nel campo dell’horror, fino alle ultime due fatiche quali [REC] e REC 2, datati rispettivamente 2007 e 2009. Poco orrore, almeno nel senso più canonico del genere, e molto thriller a tinte cupe quello della pellicola tratta dal romanzo di Alberto Marini, autore di Mientras Duermes – da cui il titolo originale della pellicola -, il quale è stato chiamato in causa da Balagueró per rivestire i panni dello sceneggiatore, segnando così l’ennesima esperienza al fianco del regista inaugurata nel 2002 con il ruolo di produttore del suo Darkness.

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Nei panni del protagonista di Bed Time c’è Luis Tosar, già apprezzato in patria e riconosciuto all’estero per l’interpretazione del cattivo di turno nel Miami Vice di Michael Mann. Al suo fianco, nel ruolo della radiosa Clara, spunta invece il nome di Marta Etura, già vista con Tosar nel trionfatore dei premi Goya dell’edizione 2010 Cella 211, pellicola che è riuscita ad aggiudicarsi la bellezza di 8 statuette su 16 candidature.

Cesar (Tosar) è il portiere di un palazzo di Barcellona; insoddisfatto e infelice del proprio lavoro e della sua vita, trascorre il tempo osservando di nascosto il trascorrere delle giornate degli inquilini, in particolare quella di Clara (Etura). Giovane, allegra e sempre col sorriso sulle labbra, la ragazza diventa ben presto la vittima del suo losco e malvagio piano: distruggerne la felicità a tutti i costi, fino a renderle l’esistenza un vero e proprio incubo a occhi aperti.

Lo stalker di Balagueró funziona: in Bed Time la tensione si taglia col coltello, creando la giusta suspense capace di incollare lo spettatore alla poltrona per tutta la durata della pellicola. Dalla sua c’è anche il talento di Tosar che, forte della sua carica dark e misteriosa, riesce a esplodere in un personaggio capace di mettere a segno tutti i potenziali colpi in canna della sceneggiatura che affonda le radici in una delle paure più radicate nell’animo umano: quella della vulnerabilità tra le mura sicure della propria casa.

Paure fatte di continui crescendo aiutate da una fotografia dai toni angusti, dalla scena dell’invasione degli scarafaggi alla concitata sequenza del triangolo lui-lei-l’altro in cui Cesar, Clara e il suo fidanzato si ritrovano a condividere – senza voler svelare troppo della trama – la stessa stanza con un susseguirsi di colpi di scena al fulmicotone. Dall’animo scuro ai risvolti dolceamari, Bed Time esprime con forza il disagio del suo protagonista, una solitudine dolorosa incapace di trovare il giusto riscatto, se non nel raccapricciante epilogo che dà il colpo finale a una delle pellicole più riuscite del regista spagnolo.