Belen ha partorito Santiago, Belen è uscita dall’ospedale con Santiago, Belen sta allattando Santiago, Belen canta la prima ninna nanna a Santiago, Belen porta con sé sulle passerelle Santiago (potete vedere il video cliccando qui). Storie di vita vissuta (da Belen e Santiago, naturalmente) e condivisa con il resto del mondo che continua a chiedere “Ma a me cosa frega?”, ma non riesce tuttavia a trattenere l’indice destro che deve, irrimediabilmente deve, cliccare al link sulla gossippata rodrigueziana.

Quanto sia giusto strumentalizzare un bambino per interessi del tutto banali, come la celebrità a tutti i costi, non sono ormai la sola a domandarmelo. Gettare un neonato in pasto alla voracità voyeurista che caratterizza noi italiani medi è decisamente crudele, come lo è anche non concedersi un attimo di quiete per godersi la propria maternità in santa pace per almeno un paio di mesi.

Belen è figlia di questa società in cui la donna ha bisogno di non perdere terreno per non essere confinata al ruolo di mamma e basta: sembra dover lottare con le unghie e con i denti per non farsi fare ombra da qualche soubrettina ringalluzzita. Imprenditrice di se stessa riesce a far muovere l’economia di questa nazione forse più di quanto non riesca a fare in questo periodo storico la famiglia Agnelli.

Pensateci: intere imprese vivono grazie all’immagine della Rodriguez, dalle ditte produttrici di intimoal Mc Donald’s, ormai sono innumerevoli i marchi che affidano la promozione del loro prodotto alla bella argentina, anche quando si tratta di pubblicizzare il Made in Italy. Per non parlare poi dei giornali, dalla carta stampata passando per la TV e arrivando sul web, non c’è testata che non abbia parlato almeno una volta di lei.

Per quanto le mie precedenti parole possano sembrare dure e ricolme di ironia, vi garantisco che non riesco a condannarla, anzi, addirittura un po’ la giustifico, perché da donna, comprendo quelli che forse sono i suoi timori da mamma in carriera. Sapete inoltre che vi dico? Mi tocca anche dirle e, sento di doverla ringraziare perché se riesco a portare la pagnotta a casa, è anche merito suo.