La bellezza non è sempre frutto di impegno e allenamenti costanti nel tempo ma, sempre più spesso, il prodotto di un sapiente lavoro in digitale attraverso programmi di fotoritocco come Photoshop, in grado di trasformare ragazze normali in perfette modelle dal fisico asciutto e tonico. A stanare però queste immagini alterate, è arrivato un software capace di riconoscere con precisione chirurgica la genuinità di ogni foto, evidenziando tutti i punti ben poco naturali.

Grazie al programma creato dal professor Hany Farid, è possibile conoscere il grado di modifiche a cui è stata sottoposta una fotografia, riconoscendo in poche mosse e senza grandi sforzi una {#bellezza} innaturale. Il software di Farid si basa infatti sulla percezione umana: sottoponendo a moltissime persone fotografie passate sotto i potenti mezzi di Photoshop, lo studioso ha chiesto loro di valutare il grado di ritocco; in tal modo egli ha poi potuto creare una scala i cui valori vanno da 1 a 5 dove maggiore è il numero e maggiore è il grado di fotoricco a cui è stata sottoposta l’immagine, esattamente la scala utilizzata dall’applicazione neonata.

Diverse associazioni americane che si occupano di donne con problemi di autostima hanno salutato positivamente l’invenzione; dal desiderio di essere perfette come le protagoniste delle immagini patinate dei giornali di moda, può infatti scaturire l’adozione di uno stile di vita anomalo, spesso accompagnato da patologie gravi come anoressia, bulimia o depressione.

Negli ultimi tempi si è molto discusso dell’uso smodato che fotografi e riviste fanno di Photoshop. Il rischio è che la visione di top model dalla bellezza innaturale e irragiungibile divenga il modello a cui ispirarsi per troppe ragazze giovani e giovanissime, sempre più attratte dalla perfezione del corpo.

Fonte: Tomshw