L’aumento dell’IVA dal 20% al 21% avrà presto effetti anche sulla benzina, entro qualche giorno si dovrebbero vedere infatti ulteriori rincari che porteranno il prezzo a litro a toccare nuovi record. Le compagnie petrolifere sono ancora in attesa che la manovra bis sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti della nuova legge dovrebbero vedersi nelle prossime ore.

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Il prezzo schizzerà a oltre 1.65 euro al litro per la benzina, 1.52 euro al litro per il diesel e 0.5 per il Gpl, con pertanto un aumento di 1.32 centesimi per la prima e di 1.22 per la seconda. Sarà una nuova batosta per le famiglie italiane, come denunciano Federconsumatori e Adusbef, che hanno dichiarato come:

“Questo comporterà un’ulteriore ricaduta per le famiglie, il cui {#benessere} è già fortemente compromesso dall’inarrestabile caduta del loro potere di acquisto.”

Secondo quanto calcolato dalle associazioni dei consumatori, le ricadute nel settore dei carburanti sono pari a ben 471 euro in più all’anno. Da agosto 2010 a oggi si sono registrati aumenti pari a 440 euro e a questi si aggiungeranno altri 31 euro per via dell’aumento dell’IVA. Certo è che 440 euro in media all’anno in più per utilizzare la propria automobile era già una grossa somma da sostenere, e questi altri 31 euro in più peseranno ulteriormente sulle tasche dei cittadini.

C’è però chi, come l’Adico e la Cisl, sono pronti a denunciare qualche scorrettezza:

“Con l’aumento dell’IVA è iniziata la speculazione, i benzinai aggiungono 12/13 millesimi di euro in più al litro. Gestori e compagnie petrolifere dovrebbero assorbire il ritocco dell’Iva, visto che i petrolieri hanno potuto ingrassare i margini. Invece le compagnie hanno accumulato ricavi aggiuntivi per almeno 5/6 centesimi al litro sui listini applicati. Arrotondano, aggiungono, fanno i furbi: da tempo chiediamo la riduzione delle accise, che darebbe respiro ai cittadini e alle aziende che mobilitano le merci. L’aumento dell’IVA è accettabile contestualmente a una riforma fiscale che abbassi le tasse a consumatori e imprese, così invece la manovra è depressiva. Siamo in mobilitazione generale, con manifestazioni nelle sette province e una regionale prevista per l’8 ottobre a Venezia.”

Fonte: Il Sole 24 Ore, Il Corriere.