La vittoria di Giuliano Pisapia al ballottaggio di Milano sembra essere stata accolta favorevolmente dall’opinione pubblica e da diversi partiti politici, tanto che la Lega Nord, gruppo notoriamente lontano dalla sinistra, ha fatto sapere di essere pronta a un’opposizione collaborativa con il nuovo sindaco. Ma c’è qualcuno che proprio non ha digerito il candidato del centrosinistra e, stranamente, non stiamo parlando di Silvio Berlusconi: si tratta invece del noto comico Beppe Grillo.

Dal suo blog, unica sua fonte di comunicazione mediatica con i numerosissimi appassionati, Grillo fa sapere come non si tratti di una vera vittoria, soprattutto per i cittadini:

Galleria di immagini: Silvio Berlusconi e i ballottaggi

“Ha vinto il “Sistema”. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o alternativamente, ha vinto la destra”.

Dopo aver tacciato Pisapia di essere tutto tranne che una novità per Milano, perché rappresentante di quel che chiama “Pdmenoelle” e meritevole del nomignolo “Pisapippa“, il comico ha quindi accusato Nichi Vendola, il governatore della Regione Puglia politicamente molto affine all’orientamento politico del nuovo sindaco:

“Nichi Vendola che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia e destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua”.

Forse, però, le vere motivazioni di questa querelle apparentemente immotivata risiedono nello scarso spazio che i media hanno concesso al suo Movimento 5 Stelle, così come ben si evince proseguendo nella lettura del suo intervento:

“A leggere i giornali sembra che il MoVimento 5 Stelle sia stato cancellato dalla politica, spazzato via dal nuovo che avanza. Ha vinto il Pdmenoelle, lo stesso che ha garantito per 18 anni a Berlusconi “una vita che non è mai tardi”, che ha permesso lo Scudo Fiscale, votato l’indulto, che non ha reso possibile l’accorpamento tra elezioni amministrative e referendum (bastava un solo voto, ma erano assenti 10 pdmenoellini, tra cui Fassino, e 2 Idv, pensate che sia un caso?), che ha regalato tre frequenze nazionali pubbliche a Berlusconi chiedendo in cambio solo l’uno per cento del fatturato, che non ha fatto la legge sul conflitto di interessi quando era al governo e neppure ha modificato la legge porcata di Calderoli”.

Bisognerebbe chiedersi, tuttavia, se il Movimento 5 Stelle davvero rappresenti un’alternativa plausibile a questi personaggi politici stagnanti, considerandone gli eventuali limiti intrinsechi. Nel comune di Milano, giusto per fare un esempio, la lista civica di orientamento grillino ha ottenuto un posto in consiglio, ma ha forse pagato a caro prezzo la decisione di candidare come sindaco Mattia Calise che, per quanto preparato, si è dovuto confrontare con i dubbi dell’elettorato data la sua giovanissima età. Sicuramente da elogiare è il tentativo di conferire potere alle idee dei giovani, ma 20 anni sembrano davvero pochi per aspirare al ruolo di Primo Cittadino della seconda metropoli italiana. A questo si aggiungano anche le polemiche che il Movimento ha raccolto a Bolzano per la vicinanza con CasaPound, il centro sociale di ispirazione di estrema destra.