Ieri in serata, a seguito di un comizio in Piazza San Babila a Milano, Silvio Berlusconi si è avvicinato ad un gruppo di persone per firmare degli autografi ed è stato aggredito al volto da Massimo Tartaglia, un uomo con disturbi psichici, armato di un pesante corpo contundente, pare una statuina del Duomo.

Data la gravità dell’accaduto, la notizia ha fatto rapidamente il giro del globo. Sulle pagine di ogni giornale, sia in versione cartacea che online, campeggia la foto di Berlusconi con lo sguardo sbigottito e il volto tumefatto e insanguinato.

Era lecito aspettarsi, nel nostro paese, un’attenzione tutta particolare dei media, che hanno infatti trattato l’argomento con numerosi speciali in diversi orari. È doveroso far partire la disamina dal TG4 di Emilio Fede, sostanzialmente la dimora ufficiosa di Berlusconi sulle proprie reti. Il giornalista ha aperto il telegiornale identificando subito Antonio di Pietro come uno dei principali artefici del clima di violenza che circonda il Premier:

Gli istigatori della violenza, il signor Di Pietro che dice che bisogna portare la piazza contro Berlusconi, il signor Ferrero che dice che Berlusconi va sconfitto e non soltanto con le urne, che cosa intendono questi signori?

Lo zenit viene raggiunto pochi minuti più tardi, quando Fede dichiara che Di Pietro non troverà più alcuno spazio nel suo telegiornale:

Di Pietro, in questo telegiornale, non troverà mai più spazio, dica quello che vuole, faccia quello che vuole, urli quello che vuole, chiami in piazza tutto quello che crede, aizzi la violenza anche contro di me, ma Di Pietro, nel TG4, non troverà più ospitalità.

Lo speciale di Rete 4 si è concluso con un attacco diretto alle trasmissioni della concorrenza, quali “AnnoZero”, “Parla con me” e “L’infedele”, responsabili, secondo Fede, del clima d’odio dell’ultimo periodo.

Anche le altre reti principali, in primis Rai Uno, si sono occupate approfonditamente dell’accaduto. Ieri notte alle 23.15 è andato in onda uno Speciale TG1 condotto da Monica Maggioni, in costante collegamento con l’ospedale San Raffaele dove Silvio Berlusconi ha passato la nottata, con Fabrizio Cicchitto e Piero Sansonetti ospiti in studio. Durante la trasmissione è stato fatto anche cenno alla pericolosità, secondo i deputati, dell’atteggiamento della comunità di Internet, in parte scagliatasi contro il Premier.

YouTube è stato inondato di video sull’accaduto, mentre su Facebook sono fioccati gruppi che, ironicamente, inneggiavano all’assalitore Massimo Tartaglia. Già in passato la classe dirigente politica ha espresso perplessità sull’uso che molti fanno dei social network, e questo atteggiamento di certo non migliora l’immagine che Facebook e Internet in generale ha ai loro occhi.

Questa mattina anche Canale 5 si è, naturalmente, occupato della vicenda, all’interno del consueto contenitore Mattino Cinque. Qui è intervenuto il portavoce del Presidente del Consiglio Paolo Bonaiuti, il quale ha raccontato che Berlusconi, pur avendo un forte mal di testa, ha richiesto la consueta rassegna stampa mattutina al suo entourage. Inoltre ha dichiarato, come riporta monopoli.info, che il Presidente, prima del comizio, temeva la tangibile aria di violenza che notava intorno alla sua persona:

Quando ieri sono andato a prenderlo ad Arcore per fare insieme il tragitto verso piazza Duomo, Berlusconi mi ha detto: “Paolo, non lo senti che clima di tensione, che clima di violenza, che spirale di odio c’è intorno. Ma non pensi che possa succedere qualcosa?”. Io sono rimasto colpito dalle sue parole.

Di seguito, un estratto dell’intervento di Emilio Fede: