Bernard Delettrez è un uomo libero, non segue schemi e convenzioni e, proprio per questo motivo, i suoi gioielli sono sorprendenti e anticonformisti, caratteristiche che negli ultimi 30 anni lo hanno consacrato anche in Cina e Russia (dove tutte le fashioniste lo considerano una vera e propria rockstar).

Sorridente, disponibile e sempre attento a non svelare troppo di sé: è così che incontriamo il gioiellerie Bernard Delettrez in un caldo pomeriggio primaverile nella boutique di via Bocca di Leone, in pieno centro a Roma, per la presentazione della sua nuova collezione Fashion Diviner. “Vedi questa luce? È unica, è quella che rende questa città fonte di creatività”.

Bernard è un viaggiatore, uno spirito libero che all’improvviso ha deciso di fare il giro del mondo in barca e ha esplorato il mondo in mare per 10 anni. Un decennio lontano dal lavoro, dalla quotidianità della terra ferma ma non dalla famiglia – Bernard Delettrez ha avuto due figli dal precedente matrimonio con Silvia Venturini Fendi – per la quale interrompeva momentaneamente il suo eremitaggio, raggiungendo Delfina e Giulio.

Occasione unica e molto rara è stata quella di vedere tutte insieme le collezioni di Delettrez esposte nella boutique romana e avere l’occasione di sentirle raccontare dal creatore stesso: le sorprendenti interpretazioni del tema animalier con serpenti, api, coccinelle, farfalle, coccodrilli e libellule si alternano a forme floreali – e più romantiche – come le rose. A completare la collezione ci sono anelli orecchini e collane a forma di bocca, occhi e naso. Immancabile in ogni collezione la presenza del teschio che come confessa lui stesso: “È un regalo che faccio a me stesso ogni stagione ma che poi inserisco in collezione perché tutti lo vogliono e lo chiedono“.

Galleria di immagini: Bernard Delettrez Fashion Diviner, le foto

Quali sono le fasi del suo processo creativo?

“Non ho un iter creativo e non mi sforzo mai di creare: aspetto che sia l’idea ad arrivare da me. Non mi siedo con carta e matita per disegnare un gioiello. Infatti l’idea arriva nel momento più improbabile della giornata e nel posto più inappropriato come quando sono in moto per la città: è allora che devo fermarmi per togliere casco e guanti per prendere un appunto. È la creatività che sceglie me e non viceversa”.

La progettazione del gioiello come avviene?

“A differenza dell’idea, la progettazione è una fase molto tecnica che seguo personalmente grazie alla mia formazione decennale nei laboratori di progettazione. Un’idea non basta se non conosci il modo di realizzarla. Il gioiello non deve essere solo bello ma equilibrato, leggero e portabile”.

È in questa fase che nasce la differenziazione della linea Fine da quella Fashion jewelry?

“L’idea creativa è sempre la stessa, la lavorazione finale e ovviamente la scelta di materiali e pietre cambia (la collezione Fine è di alta gioielleria, la Fashion è realizzata con materiali meno importanti). Non penso mai a donne differenti quando le disegno ma solo a come abbellire e costruire un gioiello”.

Nelle collezioni ci sono molte forme animali ma anche molta anatomia: come mai?

“Le forme animali sono frutto di ispirazioni di viaggio mentre l’anatomia è un’altra delle mie grandi passioni e oggetto di studio”.

Quanto sono importanti i colori?

“Sono fondamentali e sono il riflesso dell’anima. Amo tutti i colori in generale anche se poi sono molto ciclico nell’usarli perché credo che riflettano quello che sei in un determinato momento”.

Come avviene la scelta delle pietre?

“La mia è una ricerca infernale: molto uso di pietre molto preziose, ma è il colore quello che mi affascina. Non mi interessa il valore ma il colore, la lucentezza, il riflesso”.

Qual è il suo parere sulla tendenza del genere fluido?

“Le tendenze non le guardo e non le seguo: voglio che quello che faccio piaccia soprattutto a me stesso”.