Mary Beth Patterson, in arte Beth Ditto, è stata dall’inizio della sua carriera un’icona della sfrontatezza e della provocazione, oltre che, ovviamente, della bella musica. Nata in Arkansas, negli Stati Uniti d’America, la cantante leader dei Gossip si è anche distinta a causa del suo aspetto fisico. Con il peso di ben 95 chili, la Ditto non rinuncia tuttavia a essere fiera del suo corpo.

In un recente articolo pubblicato dalla rivista “Max” per il mese di maggio, la cantante posa senza veli con una naturalezza invidiabile. Per lei mettersi a dieta è assolutamente assurdo: afferma infatti di piacersi così com’è, poiché reputa le donne senza curve poco interessanti, citando ad esempio Victoria Beckham:

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“Non mi piacciono i giornali di moda che celebrano le donne scheletriche. Penso che una donna senza curve non sia interessante… Le donne imperfette mi rendono felice. Da piccola mi chiamavano Miss Piggy, come il personaggio dei Muppets, e non mi è mai sembrato un insulto. Tutti quelli che amo e rispetto sono persone normali, non sono glamourous come quell’asfittico manico di scopa di Victoria Beckham.”

Per la cantante, dichiaratamente lesbica, questa strafottenza è parte integrante del suo stile musicale, poiché per lei essere punk vuol dire mostrarsi sicuri di sé, ignorare il giudizio della gente che ci circonda sino ad arrivare quasi a essere oltraggiosi. Beth Ditto aggiunge:

“Vivo a Portland, Oregon perché è una città gay, intellettualmente stimolante e non si suda troppo. Sai com’è, non mi depilo e non uso deodorante, perché un vero punk deve puzzare un po’…”.

C’è da sottolineare che il suo comportamento non è fine solo al crearsi un personaggio diverso dal resto degli artisti in voga al momento, ma è anche una vera e propria provocazione all’interno della sfera politica, rimasta altamente bigotta all’interno di determinati paesi degli Stati Uniti. In questo modo la cantante incita a ribellarsi a tutto ciò che viene imposto ai giovani dall’esterno:

“Sono cresciuta in un piccolo paese dell’Arkanas, profondo sud degli States. Al mio paese il mio futuro era già stato scritto… Nascita, chiesa, lavoro, matrimonio, figli, morte. Ma al destino non bisogna credere, non è segnato, il destino bisogna combatterlo. Io l’ho fatto.”