{#Biancaneve e il Cacciatore} è il nuovo film diretto da Rupert Sanders dedicato a una delle favole per l’infanzia più conosciute e raccontate. Tra principesse, regine e specchi magici, la pellicola del regista inglese è l’ultima in ordine cronologico del filone che, iniziando dall’Alice in Wonderland di Tim Burton passando per Cappuccetto Rosso Sangue di Catherine Hardwicke, negli ultimi anni ha ripercorso i racconti dedicati ai più piccoli riproponendoli ai grandi, epurati di tutte le velleità romantiche e oniriche ma colmi di spunti differenti, nuovi piani di lettura e, in questo caso, atmosfere cupe e visioni gotiche come tradizione vuole.

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Nei panni della protagonista, c’è l’idolo delle ragazze {#Kristen Stewart} in uno spietato duello con la bravissima e bellissima {#Charlize Theron}, già premio Oscar nel 2004 per Monster. Il ruolo del valoroso cacciatore è invece capitato a {#Chris Hemsworth}, il biondo dio Thor degli Avengers, mentre il giovane amore della sfortunata principessa è stato affidato a Sam Claflin. Tra i comprimari di Biancaneve e il Cacciatore, sono i nani a riservare le maggiori sorprese: tra di essi si nascondo infatti alcuni volti noti come quelli Bob Hoskins e Ian McShane, Toby Jones, Ray Winstone e Nick Frost.

Fin dalla morte del padre, Biancaneve (Stewart) è stata costretta a subire le angherie della matrigna Ravenna (Theron), isolata dagli affetti e privata dell’amore del principe azzurro (Claflin). Al diciottesimo compleanno della ragazza, attraverso lo specchio magico la crudele regina è costretta a guardare in faccia la realtà: non è più la più bella del reame, superata proprio dalla candida Biancaneve; con il suo regno in pericolo, la donna assolda il cacciatore Eric (Hemsworth) per ucciderla. Sarà la scoperta della colpevolezza di Ravenna per l’omicidio della moglie a far cambiare idea a Eric, spingendolo ad aiutare la giovane e a guidarla nell’oscura foresta dove, con il supporto di sette nani, inizierà a pianificare la sua vendetta contro l’arcigna sovrana.

C’è poco da fare: Biancaneve è e rimane protagonista di uno spazio molto ristretto, ovvero il titolo e poche altre scene; regina del reame e della pellicola si conferma, come i maligni avevano già sospettato, Charlize Theron, perfida, acuta e a tratti cattiva come pochi altri villain del cinema. Quando la scena è condivisa, la lotta si fa impari: nulla possono le espressioni appena accennate della Stewart contro la mimica e il trasporto della biondissima attrice, in grado di costruire un personaggio a tuttotondo, composto da mille sfaccettature che esprimono al momento giusto malvagità, spietatezza e bramosia di potere, senza dimenticare quel pizzico di umanità che, volente o nolente, ancora pervade l’animo di Ravenna.

Se la principessa di Kristen Stewart, trasformatasi da eroina pronta a sfidare qualsiasi traversia per riconquistare ciò che le spetta a damigella in pericolo per motivi piuttosto oscuri, non riesce a emergere come ci si aspetterebbe da un film dalle dimensioni colossali come quello di Sanders, non va meglio neanche al cacciatore di Hemsworth, subissato dal carisma dei nani che, grazie alle esperienze personali degli attori che ne rivestono i panni, sanno come rubare l’attenzione del pubblico.

Le carte in tavola ci sono tutte: la volontà di trasformare un classico della letteratura per bambini in un filmone dark, cupo, gotico con un tocco di modernità, puntando tutto sul lato oscuro delle favole; eppure, nonostante la quantità di spunti non indifferente, Biancaneve e il Cacciatore rimane intrappolato nella sua stessa ricerca di grandezza, sofferente a causa della quantità ingente di spunti poco e mal sfruttati. Peccato che Rupert Sanders non riesca a far perdurare per tutta la durata della pellicola le prime sensazioni mozzafiato, nate grazie a un sapiente apporto da parte di scenografia e costumi, curati dal premio Oscar Coleen Atwood, che però non riescono a sopperire alle mancanze da parte degli altri elementi chiave che scompaiono all’orizzonte.