Quando passare dal biberon al bicchiere? Questo è un interrogativo che tutte le mamme si pongono, preoccupate che una suzione prolungata possa causare problemi alla dentizione o che un attaccamento eccessivo al cuccio renda problematico l’ingresso del bambino nella scuola d’infanzia.

Secondo una ricerca del Center for Obesity Research and Education della Temple University, inoltre, un uso prolungato del biberon causa un aumento del rischio di obesità infantile. Assumere gli alimenti in forma liquida in questo modo e oltre i due anni di vita, quindi, farebbe crescere fino al 30% la probabilità che il bimbo diventi obeso entro i cinque anni.

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Per arrivare ad affermare questa teoria, gli studiosi hanno analizzato le abitudini di 6750 bambini. Una parte di questi, era solito bere dal biberon più volte nell’arco della giornata e spesso questo gesto faceva parte della routine pre nanna. Dati alla mano, tuttavia, si è potuto constatare come il 23% dei bambini che a ventiquattro mesi non aveva ancora abbandonato il biberon, aveva iniziato a soffrire di gravi problemi di soprappeso prima del compimento dei cinque anni.

Sembra inoltre che questi risultati si siano mantenuti tali anche dopo aver verificato la presenza di ulteriori cause probabili di obesità, come il peso della madre, quello del neonato alla nascita, la sua alimentazione e la storia familiare.

Un motivo in più per limitare al meno possibile l’uso del biberon nel piccoli. Per rimanere sempre sull’argomento, nonostante la produzione di biberon contenenti bisfenolo A sia stato vietato dall’Unione Europea, sembra che i possibili effetti nocivi di questo composto sui bambini possano andare ben oltre. Una recente ricerca scientifica ha infatti determinato come l’esposizione al BPA dei genitori anche nel corso della gravidanza può influire negativamente nello sviluppo del feto.

Gli studiosi del Kaiser Permanente Division of Research di Oakland, in California, hanno constatato come un peso troppo basso alla nascita, o un forte calo del peso del neonato nei primi giorni di vita di molto superiore a quello fisiologico, potesse essere messo in relazione con l’assorbimento di bisfenolo A non solo da parte della mamma, ma anche del padre.