Il bikini, il tanto amato costume due pezzi che ogni donna possiede e sfoggia tutte le estati, sta cambiando. Dicendo bikini la prima cosa che ci viene in mente è il Brasile, terra d’origine del costume: non a caso per indossarlo bisogna fare un’apposita ceretta chiamata, appunto, brasiliana. Ebbene, purtroppo dovremo cambiare le nostre salde convinzioni, perché la città Natale sta lasciando il primato alla Cina.

Un pezzo che ha fatto la storia, se si pensa a Brigitte Bardot che lo ha indossato per la prima volta nel 1958 dando il via al suo utilizzo, ancora inflazionato ai giorni nostri e mai in declino. E se pensiamo a Giselle Bundchen, rinominata “Bikini-body” per avere un corpo che calza perfettamente il mitico due pezzi, nessuna di noi vorrebbe abbandonarlo anche se le speranze di assomigliarle sono scarse.

Purtroppo, però, le imprese impegnate nella produzione di questo “bene” per tutte le donne sono in declino a causa di una stretta collaborazione iniziata con la Cina qualche tempo fa. Complice l’arte dell’imitazione e il bassissimo prezzo della manodopera, la nazione asiatica si è assicurata il successo battendo, così, le calde spiagge del Sud America.

Il Brasile, perciò, corre ai ripari con il nuovo Presidente Dilma Rousseff, che ha intenzione di discuterne nel prossimo incontro del Bric di protezionismo e mancata rivalutazione dello yuan. Tuttavia, i cinesi avranno anche copiato il bikini, ma le migliori “indossatrici” restano in ogni caso le formose brasiliane e le italiane dalle curve mediterranee. Un fattore, questo, difficile da imitare.