È stata portata in un centro commerciale per stare in un posto frequentato da altre persone, ma la sua gita fuori porta si è trasformata per lei in una umiliazione gratuita e immotivata. È successo a una bambina di dieci anni, la cui unica colpa, se di colpa si può parlare, è quella di essere autistica.

Al fianco della sua accompagnatrice e terapista, la bimba si trovava in un centro commerciale di Reggio Emilia, precisamente in un ristorante, dove avrebbe dovuto pranzare circondata da altre persone, per essere indotta ad alimentarsi. Ma la sua difficoltà è stata sicuramente poco capita, e la guardia giurata del centro ha cacciato lei e la sua accompagnatrice che la stava imboccando, senza neppure permettere loro di finire il pranzo. La motivazione? La bimba e la sua terapista non avevano un atteggiamento consono e adatto al locale.

Così Maddalena Algeri, questo è il nome della terapista, racconta l’accaduto:

Quello non era il posto giusto per noi; io la imboccavo e le tenevo ferme le mani, ma ci è stato detto che allarmavamo la clientela che ci circondava.

Immediata è stata la telefonata della dottoressa Algeri alla madre della ragazzina, e immediata la telefonata di questa al locale e poi ai Carabinieri di Reggio, sostenuta anche dal presidente dell’associazione Aut Aut, Roberto Vassallo, indignato esattamente quanto la madre della bambina maltrattata.

Tutt’altra versione dei fatti, invece, quella data dal vigilante, che si è giustificato dicendo di aver agito soltanto per il bene della ragazzina che veniva maltrattata dalla sua stessa accompagnatrice. Ma lo stesso Vassallo ha difeso a spada tratta la dottoressa ribadendo la sua professionalità e spiegando che tutti i giorni lei accompagna bambini autistici a pranzo fuori per farli stare in mezzo alla gente e mai le era capitato, però, che intorno a lei ci fosse questo tipo di gente.