Un altro capitolo delle infinite apprensioni delle mamme: il linguaggio. Molto spesso l’apprezzamento migliore per i più piccoli è la velocità con cui apprendono termini ed espressioni.

Così, quando a due anni ancora non spiccicano una frase, l’ansia che i bimbi possano avere problemi diventa quasi una certezza. Ma non c’è niente di più sbagliato. In realtà, fino ai ventiquattro mesi non è possibile determinare le reali capacità dei bambini, sia intellettualmente che emotivamente, partendo dal linguaggio. È questa la scoperta più importante di un centro di ricerca di Perth (Australia) finanziato da Telethon.

Il principio sui cui bisogna fondarsi è semplice: i {#bambini} che tardano nel linguaggio non avranno problemi in futuro, a meno che non manchino progressi anche in prossimità degli anni di scuola. Quindi, i problemi emotivi, di relazione, che sono stati riscontrati in bambini che hanno cominciato a parlare più tardi sono delle conseguenze. Che spariscono se si comincia a parlare quando si va a scuola.

Per intenderci, un bambino di due anni che conosce 50 parole e compone frasi con due o tre di queste è già da considerare normale, anche se non è un chiacchierone (per quello c’è tempo).

Così spiegano i ricercatori:

“I {#genitori} non dovrebbero essere eccessivamente preoccupati se a due anni i loro bambini non hanno un buon vocabolario. Non saranno programmati per una vita difficile. La cosa migliore che i genitori possono fare è fornire un ambiente ricco di stimoli linguistici, mettendosi a parlare e a leggere con loro in modo interattivo.”

A volte le ricerche moderne riscoprono vecchi concetti della pedagogia famigliare. Un tempo, le madri non avevano il tempo di trascinare il bambino per la casa per farlo camminare, oppure preoccuparsi che non parlasse a sufficienza. Questo perché tutti sapevano che i bambini hanno già un loro carattere.

Chi è più aggressivo e curioso sperimenta le sue facoltà prima di averle affinate, e c’è chi, più pigro, comincia a parlare o si alza e inizia a correre da un giorno all’altro, quando magari fino a pochi istanti prima si esprimeva con suoni gutturali o gattonava per il salotto. Ma le mamme stiano tranquille, il più delle volte è un buon segno: vuol dire che al bimbo piacciono le cose fatte bene.