Frenetica conclusione per la discussione sul biotestamento, avviata qualche giorno fa in piena polemica, ma che ieri ha portato a un risultato.

Approvata alla Camera con voto segreto, 278 sì contro 205 no e 7 astenuti, la legge arriva alla fine del suo percorso dopo 2 anni e mezzo di vita. Rimasta in panchina, appena dopo la sua presentazione attraverso il ddl Calabrò a seguito del caso Eluana Englaro, ora è ufficialmente operativa.

Galleria di immagini: Legge biotestamento

Definita un successo da parte del Pdl, Lega, Udc e buona parte del Terzo Polo, la legge non accoglie i consensi dell’opposizione che da sempre ne hanno osteggiato l’iter. Solo 14 gli esponenti del Pd che si sono rifiutati di votare, contrari a una legge sul tema.

Ma cosa cambierà? La legge si rivolge in particolare ai malati in stato di incoscienza permanente, quindi non in grado di esprimere un proprio parere. Nonostante la presenza di un Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) firmato dal paziente in precedenza, la legge può impedire l’applicazione delle sue decisioni. In particolare se vi è la volontà di applicare l’interruzione dell’idratazione e della nutrizione.

Questa legge non lo consente più, lo vieta radicalmente affidando al medico maggiore potere decisionale in merito. Tale sospensione potrà avvenire solo in presenza di malati terminali, dove verrà appurato che la terapia non è più efficace “nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche del corpo”.

Qualsiasi indicazione verbale, scritta o legale affidata dal paziente a terzi in stato di coscienza non potrà più essere considerata, in particolare se le volontà dello stesso, o meglio gli orientamenti come li definisce la legge, dovessero opporsi alla direttive di sopravvivenza imposte dal Governo.

La legge accoglie il parere favorevole della maggioranza e la stessa Paola Binetti la definisce “buona e idonea”, mentre il ministro Sacconi la compari a un ” segno della laicità adulta”.

Non sono dello stesso avviso medici e rianimatori, che ne evidenziano il testo confuso e le indicazioni poco chiare. Lamentano la mancanza di una reale linea guida per quanto riguarda la rianimazione del paziente, sul ruolo di chi dovrebbe accertare l’assenza di attività cerebrale e con quale tipo di esame. Una legge inapplicabile, come ha dichiarato Vincenzo Carpino, presidente nazionale dell’Aaroi-Emac, Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica:

“Ad oggi non c’è un protocollo, non sappiamo quali esami fare e dove farli, e a carico di chi. Bisognerebbe emanare un decreto o una circolare, altrimenti siamo in grande difficoltà”

E se Avvenire elogia la legge, Ignazio Marino (Pd) si sta già adoperando per una raccolta firme per un Referendum nazionale abrogativo. Così come è stata strutturata la legge impedirà altri casi simili alla vicenda Englaro, ma non potrà bloccare una serie di ricorsi alla magistratura a causa delle tante contraddizioni e dei divieti contenuti.

Il padre di Eluana, Beppino Englaro, intervenuto sull’argomento l’ha definita:

una legge incostituzionale, che va contro i principi di diritto. Una vendetta nei confronti dei magistrati che hanno deciso nel caso di mia figlia

Una legge che di fatto pare inapplicabile e ricca di contraddizioni, in aperto contrasto con lo spirito laico del paese. Ma maggiormente rivolta ad assecondare l’approvazione del Vaticano, e per questo motivo il capogruppo del Pdl Gasparri si è impegnato per un passaggio rapido e indolore anche al Senato.