Il Bisfenolo A (BPA), una sostanza chimica utilizzata per la produzione soprattutto di plastiche e resine, è stato identificato come la causa di problemi per i nascituri ad esso esposti e, nello specifico, per i neonati di sesso femminile.

Alcuni ricercatori collegati alla “British Columbia Simon Fraser University” (Canada) e alla “North Carolina University” (USA) hanno rintracciato un collegamento tra gravi problemi psicologici e neurologici riscontrati nelle bambine e la loro esposizione al Bisfenolo A nel periodo di gestazione, quando erano nel pancione della madre.

Secondo gli studiosi, il Bisfenolo A, già noto per la sua pericolosità sulla salute umana (e nonostante ciò tuttora utilizzato per la produzione di plastiche usate, tra le altre cose, nei biberon e nelle bottigliette di plastica), causerebbe nelle bambine problemi di ordine psicologico e neurologico a seguito un’esposizione più o meno prolungata alla sostanza.

Il Dottor Bruce Lanphear, responsabile dello studio scientifico, ha spiegato di aver preso in esame sia nascituri di sesso maschile che di sesso femminile esposti al Bisfenolo A. I bambini sono stati osservati negli anni successivi al parto, fino all’età di 5 anni. Le femmine presenti nel campione, rispetto ai maschi, avrebbero mostrato problemi complessi. Le sostanze chimiche a cui erano state esposte nel grembo materno avrebbero reso le bambine più aggressive, iperattive e più soggette a disturbi del comportamento e psicologici.

Visti questi risultati appare chiaro che, come avverte il Dottor Lanphear:

“le sostanze chimiche ambientali dovrebbero essere testate per la loro sicurezza o per la loro tossicità prima di essere commercializzate.”