Un black bloc che “batte un cinque” a un poliziotto, questa è l’inquietante scena che Carmelo Albanese sostiene di aver visto durante la manifestazione del 15 ottobre.

Qualche giorno fa, infatti, è apparsa su Il Manifesto una testimonianza che, qualora si rivelasse vera, aprirebbe scenari controversi circa una possibile collusione tra black bloc e forze dell’ ordine. Carmelo Albanese, scrittore e videomaker, presente a Roma durante gli ormai tristemente celebri scontri, offre un nuovo punto di vista per capire cosa sia realmente successo quel giorno.

Galleria di immagini: Black Bloc fra gli indignati di Roma

Dopo aver assistito alle prime devastazioni da parte dei black bloc, il videomaker nota uno di questi che, con l’immancabile casco nero, si avvia verso S. Maria Maggiore nella stessa direzione in cui stava egli stesso si stava dirigendo.

«Era sull’altro lato del marciapiede. Abbiamo passato due cerchi concentrici di camionette prima di arrivare fuori dalla manifestazione.»

Lo stupore cresce quando si accorge che il black bloc oltrepassa i posti di blocco della polizia senza alcun problema:

«Dopo il primo livello mi sono detto, ma come è possibile che passa così tranquillo lo sbarramento della polizia con il casco? Tra l’altro dopo aver fatto la sua parte di sfasciatore e ancora vestito di tutto punto?.»

A questo punto della testimonianza, il racconto di ciò che Carlo Albanese avrebbe visto prende una piega molto strana:

«Arrivato al secondo livello di sbarramento si è tolto il casco. Aveva diciotto anni a stento. Il sorriso con cui lo hanno salutato tutti gli agenti del secondo livello di sbarramento era davvero grottesco.»

Quindi le forze dell’ ordine avrebbero accolto con entusiasmo l’arrivo del giovane black bloc e addirittura si sarebbero scambiati evidenti segnali di approvazione:

«Ha battuto il cinque con uno di loro e ha confabulato per qualche minuto con uno dall’aria di superiore che stava dietro ai due blindati.»

Alla luce di questa dichiarazione si dovrebbe far chiarezza sull’accaduto, perché esistono solo due alternative: o Albanese mente, e allora si attende una replica delle forze dell’ordine, oppure il racconto del videomaker è vero e allora le conseguenze sarebbero imponderabili.

Fonte: Lettera Viola