Nel nostro Paese si può parlare certamente di calo delle compravendite, legato ovviamente all’attuale situazione economica, ma il rischio della ”bolla” non c’è…

La casa rimane sempre per le famiglie italiane l’investimento a medio lungo termine più sicuro e in Italia per la bolla immobiliare non c’è nessuna previsione. Anzi, se il governo Monti varasse nuove misure per far rilanciare il settore immobiliare, potrebbe verificarsi una lenta ripresa del mercato immobiliare nel secondo semestre 2012.

Queste le previsioni ottimistiche del Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi, il quale, commentando il report trimestrale dell’Agenzia del Territorio, pur evidenziando e riconoscendo un forte calo delle compravendite nei primi mesi dell’anno, fa notare però che va crescendo ancora l’orientamento delle famiglie italiane all’acquisto della casa: il caro, vecchio sogno che non tramonta mai…

I veri problemi che oggi frenano l’acquisto della casa sono due: la difficoltà di accesso al mutuo a causa della stretta creditizia in atto e l’elevata fiscalità che pesa sugli immobili, penalizzando così le famiglie ed i proprietari di casa. Secondo Fiaip, il mercato immobiliare e il numero delle compravendite potrebbe riprendersi verso la fine dell’anno in corso, anche se i risultati non saranno certamente quelli da record registrati nel 2006.

Una considerazione del Presidente Fiaip Paolo Righi sul Decreto sviluppo, appena varato dal governo: “Quanto appena deliberato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri non è sufficiente a far ripartire il settore del Real estate, un comparto che rappresenta oggi in Italia circa il 20% del Pil e rappresenta uno dei più importanti motori per la crescita e lo sviluppo del Paese. Sono, infatti, necessarie nuove agevolazioni e incentivi mirati alla riduzione del carico fiscale per le compravendite immobiliari. Il governo Monti avrebbe potuto scommettere sulle detrazioni dei mutui bancari per l’acquisto dell’abitazione principale e su agevolazioni per coloro che intendono acquistare una casa, misure, fra l’altro, già previste in una prima bozza dello stesso decreto sviluppo”.