Bomber” è un piccolo film indipendente a basso costo (appena 25.000 euro, come spiegato durante l’anteprima del film dallo stesso regista Paul Cotter) del 2009: omaggiato da vari premi in diversi festival internazionali, inspiegabilmente non ha trovato alcuna distribuzione “istituzionale” ed ora ha finalmente trovato la sua strada per arrivare  al grande pubblico attraverso i circuiti di distribuzione indipendente.

Inspiegabilmente, dicevamo, come inspiegabile sia il fatto che proprio in UK il film di Paul Cotter non abbia trovato alcuna risposta distributiva: il regista ci ha spiegato (dopo la visione del film, che egli stesso ha rivisto dopo due anni) che il suo film, incentrato sui personaggi, non ha trovato estimatori nel suo Paese, perché povero di adrenalina.

Noi vi assicuriamo che non un minuto di questa godibilissima storia familiare ci è sembrato sprecato o noioso, al contrario di molte pellicole adrenaliniche, che personalmente abbiamo ampiamente disseminato di sbadigli (pur essendo estimatori degli action o sci-fi movies!).

La storia è quella di due coniugi ultraottentenni (due impagabili Eileen Nicholas e Benjamin Whitrow) che partono per la Germania, perché lui vuole chiedere scusa agli abitanti di un piccolo villaggio che era stato costretto a bombardare sessant’anni prima, quando era aviatore della RAF durante la seconda guerra mondiale.

Li accompagna (dopo qualche reticenza iniziale) il figlio trentenne semi-fallito (uno strepitoso e “adrenalinico” Shane Taylor): questo road-movie (perché il film è anche questo) si snoda così tra le alterne vicende che scaturiscono dai diversi approcci personali di ciascun protagonista verso gli altri due, un piccolo dramma familiare con frequenti incursioni in situazioni da commedia, tutte perfettamente calibrate e credibili (d’altronde, lo stesso Paul Cotter ci ha rivelato che si trattava in gran parte di esperienze personali).

Una piccola nota, in Italia non siamo abituati a vedere i film in originale (neanche con sottotitoli), perché siamo viziatissimi per l’inesauribile ottima schiera di doppiatori, ma in questo caso (come in pochi altri) la versione originale merita: la recitazione in quell’inglese che solo gli attori autenticamente British sanno regalarci, è parte integrante della bellezza della pellicola.

Insomma, ci si commuove, si ride (molto) ed alla fine ci si ritrova letteralmente innamorati dei personaggi!

Paul Cotter ha rivelato che il gruppo si era talmente amalgamato – giocoforza, dopo aver vissuto a stretto contatto per restringere al massimo le spese – che lo stesso Shane Taylor (nonostante la sua appartenenza a ben altri gironi di tipo hollywoodiano) non fa che chiedergli di fare un  altro film insieme.

Pochi(ssimi) soldi, un trio di attori formidabili, un regista fattosi suo malgrado (causa ristrettezze finanziarie, appunto) anche sceneggiatore raffinato (cosa che egli con molta umiltà declina): ed ecco come risultato un piccolo capolavoro, una lezione di Cinema per molte roboanti produzioni.

Vi consigliamo caldamente di consultare il sito per sapere dove viene programmato, per poter godere di questo autentico gioiellino.