Un inno libero alla moda e alla creatività, all’artigianalità e alla bellezza: la mostra Bonaveri, a fan of Pucci, andata in scena presso Palazzo Pucci fino al 15 giugno a Firenze durante Pitti Immagine Uomo, è un racconto originale tra abiti, oggetti, figure, accessori, installazioni che legano le due Maison che noi della redazione abbiamo percorso per voi.

Emilio Pucci e Bonaveri hanno chiesto a Emma Davidge, direttrice creativa di Chameleon Visual, di dare vita a questo progetto incentrato su un ruolo nuovo, rivoluzionario, del manichino, attraverso una serie di installazioni nelle quali le creazioni di Bonaveri diventano protagoniste enarratorici dell’universo estetico di Pucci. Il risultato? 115 manichini, 31 busti, 100 miniature, 1 gigante, 360 kg di vernice 609 metri di tessuto, 97 colori, 27 Pucci prints che invadono i cortili e due piani del palazzo, ma anche laboratori sartoriali e decorativi che coinvolgono gli ospiti alla scoperta delle tecniche e dei mestieri che dietro l’estetica perfetta di figure e silhouette.

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È sempre sorprendente il modo in cui Firenze e Pitti ci fanno celebrare la moda con creatività. Il connubio tra storia e innovazione è profondamente radicato nella cultura fiorentina ed è per questo che abbiamo deciso di celebrare la storia dei nostri marchi in un modo dirompente e inatteso, con il quale abbiamo dato vita ai migliori segreti di Pucci!”, racconta Laudomia Pucci. Le fa eco Andrea Bonaveri: “Bonaveri, a fan of Pucci è un’occasione per riflettere sul capitale di competenze artigianali che alimentano il made in Italy. L’artigianato artistico che dimora in imprese come Pucci e Bonaveri e che si esprime nella capacità degli uomini e donne di costruire centimetro per centimetro la bellezza è il vero protagonista della nostra mostra”.

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

E allora? Si parte dal Cortile Centrale con l’Emilio bar, nei colori dell’iconico print Vivara che decora una serie di originali manichini d’archivio degli anni ’70, al centro dei quali troneggia un gigante di 6 metri.

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

Al primo piano si accede alla galleria che mette in scena l’intero spettro cromatico che ha reso Pucci un marchio icona del Novecento: 57 manichini scandiscono i 31 colori Pantone Pucci, disposti come spettatori di una passerella i cui protagonisti diventano i visitatori della mostra.

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

Nel Salone Balcone, il colore lascia spazio alla stampa in bianco e nero; un’installazione mette in scena il senso di libertà e leggerezza che Emilio Pucci desiderava per le donne che sceglievano le sue creazioni.

La Sala Bianca si trasforma in “Art Room”, nella quale vanno in scena i cinque temi decorativi chiave dell’universo estetico di Emilio Pucci. Attraverso manichini dalle pose glamour e teatrali, cinque installazioni utilizzano materie come paglia, frange, rouches, perle, acconciature particolari, per descrivere la visionarietà e capacità espressiva di Pucci.

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

Al piano terra del Palazzo, un tempo sede degli atelier, il percorso si snoda tra Sala del Taglio, Sala del Cucito e Laboratorio di Decorazione delle miniature. Le sale si animano grazie al lavoro degli artigiani di Bonaveri che davanti agli occhi dei visitatori svelano i segreti del loro savoir faire artigianale.

Il viaggio termina con una visita allo studio del Marchese Emilio Pucci, dove sono esposti effetti personali tra cui oggetti, disegni e schizzi. Lo studio diventa fitting room con abiti di archivio e la collezione bimba indossata da baby manichini.

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli

Foto: courtesy Ufficio stampa/Lapo Quagli