L’agevolazione fiscale del 36% per la ristrutturazione della propria casa si perde se nel bonifico mancano i dati necessari per la sua validità. Di seguito, in dettaglio…

Il contribuente ha l’obbligo di indicare chiaramente nel bonifico il riferimento normativo alla legge n. 449/1997, il codice fiscale degli ordinanti e il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento, per consentire alle banche e a Poste italiane di operare la ritenuta del 4% a titolo di acconto dell’imposta.

Pertanto precisiamo che l’agevolazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione edilizia viene riconosciuta solo se nella causale del bonifico bancario viene indicato chiaramente il riferimento normativo alla legge n. 449/1997, il codice fiscale degli ordinanti e il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Il motivo è ovvio: in mancanza di questi dati, le banche e Poste italiane non possono effettuare il prelievo del 4% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari.

Così ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 55/E del 7 giugno, facendo riferimento all’articolo 25 del Dl 78/2010, ma aggiunge anche che è possibile ripetere il bonifico con tutti i dati, concordando la restituzione del pagamento. Pertanto il contribuente può rifare il bonifico completo di tutti i dati, ma deve concordare a priori la restituzione del precedente pagamento “difettato”.

Insistiamo nllo specificare che l’incompletezza dei dati impedisce alle banche e alle Poste italiane spa di operare il prelievo del 4 per cento. Anche perché le norme hanno subito delle modifiche e quindi non è più possibile riconoscere la detraibilità delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia, nel caso in cui nel bonifico manchino i dati necessari all’effettuazione della ritenuta.

È chiaro che nel documento di spesa deve essere indicata con precisione la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva (o il codice fiscale) del destinatario delle somme. Un po’ d’attenzione, quindi, per non perdere i diritti ad un’agevolazione rivelatasi fin qui molto utile. Molte ripetizioni in questa informazione, ma ci è sembrato proprio il caso. ”Repetita iuvant”…O no????