Le stanze in affitto in case condivise da più persone fino a qualche tempo erano dedicate solamente agli studenti universitari che, per non gravare troppo sulla gestione economica famigliare, optavano per una stanza in una casa con altre persone con cui condividere affitto e spese varie.

Ma negli ultimi tempi questo fenomeno si sta allargando a vista d’occhio e non sono solo gli studenti universitari a cercare una casa in condivisione. Secondo il portale Idealista i maggiori ricercatori di stanze sono i precari, i ragazzi tra i 28 e i 30 anni che, a causa del caro vita e della mancanza di un lavoro stabile, non possono permettersi di affittare un appartamento, seppur modesto, per proprio conto.

Quindi le case in condivisione non sono più quegli appartamenti sovraffollati di ragazzi che cercavano di studiare tra una festa e l’altra. Ora le case delle grandi città, come Milano e Roma, sono la sede di famiglie atipiche: coetanei, spesso anche ragazzi e ragazze nella stessa casa, che vivono come una famiglia pur non avendo nessun legame di parentela.

I vantaggi sono molteplici: oltre alla condivisione dell’affitto totale e delle spese della casa (consumi, condominio, spesa) si può dividere anche l’uso dell’automobile per recarsi a lavoro e i lavori domestici.