Italia paese delle contraddizioni, anche nei reparti maternità. Nello stesso periodo dell’aumento dell’età media del primo figlio e delle coppie infertili, aumentano anche le mamme adolescenti. Una contraddizione soltanto apparente, emersa ad Atene durante il convegno organizzato dalla European Society of Contraception and Reproductive Health. Il Belpaese è considerato dagli esperti uno dei più preoccupanti per la grande crescita di gravidanze tra le giovanissime.

Come spiegare questo paradosso? Proprio con la combinazione tra il consumo eccezionale di pillole del giorno dopo (360mila, utilizzate per il 55% da under 20) e scarsa educazione sessuale. Risultato: 10mila gravidanze indesiderate ogni anno. Sembra assurdo, ma sono tantissime le adolescenti che credono che la prima volta non si possa rimanere incinta, così evitano di prendere precauzioni, errore rafforzato dal fatto che poi, essendo molto giovani, faticano ad accedere alle soluzioni farmaceutiche pre o post coitum.

Brutto spettacolo, l’Italia, da questo punto di vista, perché oltre a non occuparsi di educazione sessuale ha improvvisamente scoperto l’obiezione di coscienza: in nessun altro paese si permette ai medici di non operare secondo la legge (la 194), e in nessun altro stanno tornano in auge le “ruote” (oggi chiamate Babybox) come da noi. Sistemi di abbandono del neonato indesiderato presso istituti di carità, ospedali. Fenomeno che in Italia è destinato a raggiungere, con questo boom, livelli da allarme rosso.

Purtroppo la vita non è sempre come la racconta il pur bellissimo film «Juno», dove una ragazzina molto intraprendente decide di tenere il figlio e trova il modo di farne un’esperienza di vita, anche se dolorosa, compresa l’adozione del bambino da parte di un’altra famiglia. Stando alle statistiche, per invertire questa strana tendenza ci vorrebbero almeno tre interventi: nelle scuole, nel sostegno alle donne che lavorano, nell’applicazione corretta della 194 e della legge sulla procreazione. Altrimenti finiremo per avere soltanto mamme troppo giovani o troppo in là con gli anni.

Fonte: Health Care