Sebbene la ricerca scientifica in Italia penda ancora troppo dalla parte maschile, crescono le opportunità e le borse di studio assegnate a giovani ricercatrici: lo dimostrano i due premi Onda consegnati alla Camera dei Deputati per sostenere due importanti progetti sulla salute femminile.

Due borse di studio dedicate a importanti progetti di ricerca sono state infatti consegnate a Maurizia Dalla Palma e Silvia Stirparo, rispettivamente oncologa presso l’Istituto Oncologico Veneto di Padova e chirurgo specialista in Anestesiologia e Rianimazione presso il CdC Città di Roma. Saranno infatti finanziate due ricerche finalizzate ad approfondire patologie diffuse come il tumore ovarico e il dolore nel post partum.

Ad assegnare le borse di studio, promosse dall’Osservatorio Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) e del valore di 8 mila e 10 mila euro, è stata un’apposita commissione scientifica che ha valutato non solo il curriculum vitae di ciascuna candidata, ma anche la fattibilità dei progetti e la componente innovativa.

Un punto di partenza importante per finanziare nuove ricerche volte a trovare rimedi per curare sia il tumore ovarico sia una malattia spesso trascurata come il dolore port-partum, che secondo le stime recenti colpisce ben il 70 per cento delle donne dopo il parto e, spesso, si protrae fino ai sei mesi successivi trasformandosi in dolore cronico.

Per la presidente di Onda, Francesca Merzagora, le due borse di studio rappresentano uno strumento fondamentale per valorizzare la ricerca rosa in Italia, che allo stato attuale mostra dati in leggera crescita ma necessita, senza dubbio, di iniziative e incentivi mirati a far crescere il numero di donne esperte in questo settore così delicato.

«Con questa iniziativa vogliamo sostenere il ruolo delle donne ricercatrici, promuovendo studi per conoscere ed esplorare le principali patologie che attualmente colpiscono maggiormente il genere femminile. Secondo l’Annuario Scienza e Società del 2010, in Italia il 51,7 per cento dei dottori di ricerca è donna: un dato superiore sia alla media Ue (44,2 per cento) che alla media OCSE (43,2 per cento). L’Italia si conferma però un paese con pochi ricercatori donna: poco più di un’ogni tre ricercatori (33 per cento, in leggera crescita). Una ‘quota rosa’, che sebbene ancora limitata, è indicativa dell’attuale tendenza a un progressivo cambiamento dell’immagine di una comunità scientifica generalmente identificata con uno stereotipo maschile

Fonte: Onda