Per la prima volta il Brasile avrà come Presidente una donna: con il 55,59% dei suffragi la candidata del Partido dos Trabalhadores, Dilma Rousseff, ha vinto le elezioni presidenziali. Il suo diretto avversario al ballottaggio, José Serra, ha raggiunto solo il 44,7%.

Favorita sin dagli esordi, nonostante una percentuale molto bassa al primo turno, la candidata del PT è stata fortemente voluta e sponsorizzata dal Presidente uscente Lula, appartenente allo stesso schieramento.

La Rousseff, che diventerà Capo di Stato a gennaio entrando ufficialmente a palazzo del Planaltò, sede della presidenza, eredita uno stato in fortissima crescita, con il più basso tasso di disoccupazione e una produzione industriale in completo divenire. Inoltre sostituirà una figura ancora molto amata dai brasiliani, quella di Lula, quell’ex sindacalista metalmeccanico che ha reso possibile tutto ciò.

Un’eredità impegnativa, quindi, e molto interessante per una donna forte come Dilma Rousseff, economista ed ex guerrigliera nata nel 1947 a Belo Horizonte; pronta a prendere per mano il Brasile e portare avanti il discorso di crescita e avanguardia introdotto da Lula.

Negli ultimi anni sempre più donne hanno ricoperto ruoli decisionali e di grande potere, dimostrando equilibrio e molta competenza.

Speriamo l’Italia possa farsi intrigare da questa opportunità, dando magari una svolta innovativa a un sistema stagnante com’è oggi la politica nostrana.