Breaking Dawn: Parte 1” arriva oggi nei cinema italiani, dopo una trepidante attesa da parte dei fan che da mesi ormai attendono il primo film dell’epilogo della trasposizione cinematografica della saga di {#Twilight} nata dalla penna di Stephenie Meyer. Robert Pattinson, Kristen Stewart e Taylor Lautner vestono per la quarta e penultima volta i panni del vampiro Edward Cullen, dell’umana Bella Swan e del licantropo Jacob Black, per quello che sarà sicuramente uno dei maggiori successi al botteghino di questa stagione.

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Nel cast di Breaking Dawn non manca proprio nessuno. Infatti, oltre ai tre protagonisti, per le nozze di Bella ed Edward si riunisce la famiglia al completo: non mancano dunque i genitori acquisiti del bel vampiro Carlisle ed Esmee, rispettivamente impersonati da Peter Facinelli ed Elizabeth Reaser, i fratelli Alice, Emmett, Rosalie e Jasper, ovvero Ashley Greene, Kellan Lutz, Nikki Reed e Jackson Rathbone; gli ultimi due sono stati anche i protagonisti dell’evento a loro dedicato all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma dove sono stati incontrati dalla stampa e al quale ha partecipato anche DireDonna.

Mentre per la prima volta fa la sua comparsa Mackenzie Foy, nei panni della piccola Renesmee, c’è lo spazio anche per un attesissimo ritorno, quello dei Volturi; la famiglia di vampiri italiani riesce a ritagliarsi una breve ma interessantissima scena tutta da gustare: occhio dunque a non lasciare la poltrona prima della fine dei titoli di coda.

Dopo l’annuncio del tanto atteso matrimonio, Edward (Robert Pattinson) e Bella (Kristen Stewart) sono alle prese degli ultimi preparativi prima del fatidico sì. Con loro c’è la famiglia Cullen al completo e tutto sembra andare secondo i piani, tranne per Jacob (Taylor Lautner) che non accoglie con gioia la partecipazione di nozze della coppia. Subito dopo la romantica cerimonia, i due sposini partono per la luna di miele, organizzata nell’isola di proprietà della famiglia e dal nome della madre adottiva del giovane vampiro, Esme. La prima notte d’amore si conclude però in maniera piuttosto travagliata: camera distrutta, lividi sul corpo della ragazza e un bambino, quello che Bella aspetta da Edward. La notizia sconvolge tutti, a causa dell’incompatibilità tra il feto e il fisico della giovane, incapace di sopportare la gravidanza di un essere così piccolo ma così forte. Inizia così il processo verso la trasformazione finale della neosposa in un’immortale, costringendo la famiglia in una nuova battaglia contro un nuovo nemico: i Volturi.

Bill Condon, regista del film e Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per “Demoni e Dei”, si è preso una bella gatta da pelare. Se da una parte “Breaking Dawn” è destinato a diventare un blockbuster già dai primi giorni di programmazione – negli Stati Uniti uscirà solo tra due giorni – di contro ha una schiera di ragazze e ragazzine pronte a cogliere ogni piccola imprecisione rispetto all’amatissimo quarto capitolo di Stephenie Meyer che, con una certa soddisfazione, è riuscita a ritagliarsi un’inquadratura e un posto d’onore tra gli invitati al matrimonio di Edward e Bella.

Diciamolo chiaramente: chi cerca spessore nei temi, rigore nella regia e guarda con snobismo ai film dedicati alla gioventù con questa pellicola ha ben poco da spartire. Kristen Stewart continua ad avere una sola espressione, facendo addirittura peggio di Clint Eastwood con e senza sigaro, e Robert Pattinson non è certo da meno, tanto che è difficile notare la differenza tra le scene di felicità e quelle di shock in cui scopre che la sua amata sta per essere letteralmente squarciata da quell’amatissimo esserino che porta in grembo: un cucciolotto di vampiro che cresce a velocità smodata tra le sue viscere e che è capace di polverizzarle una costola con un colpo di singhiozzo.

Inutile sparare a zero anche sulle chiacchieratissime scene del tanto atteso sesso e del parto. Dietro a un’abile colpo di marketing, si è parlato per mesi per quella – o meglio quelle – due striminzite scene in cui si vede qualche centimetro di pelle misto ad accennati colpi di bacino, molto meno di quanto non si veda ogni giorno in TV all’ora di cena. Forse alla Stewart sfugge qualche lembo di pelle di troppo, un seno poco coperto, ma è davvero roba da poco; c’è da dire che probabilmente si rivelerà la scelta giusta: sarebbe stato inutile e controproducente puntare su un tema scabroso visto il target medio della pellicola, ovvero giovani ragazze e ragazzi e non amanti dell’eros spinto.

Ben lungi dall’horror la scena del parto. Molto più affine allo splatter, impagabile vedere il bell’Edward coperto dal sangue della moglie dopo averla aiutata a partorire a colpi di morsi dalla pancia in giù, rientra anche così tra le più interessanti e divertenti, almeno per i più grandi, dell’intero film. L’orrore, quello vero, è nelle immagini de “La moglie di Frankenstein” che passano nella TV in camera di Bella durante i preparativi in casa Swan; i richiami alla pellicola del 1935 sono evidenti: come la creatura creata per diventare la compagna di un mostro, quello creato dal dottor Frankenstein, Bella attende la sua sorte di diventare una succhiasangue, senza però correre il rischio dell’imprevedibile finale.

Risulterà di certo molto commovente la scena delle nozze, soprattutto per chi ha seguito la pellicola dall’inizio, vista la carica emotiva realmente palpabile tra gli ospiti, con una Stewart abbarbicata al braccio del padre cinematografico, Billy Burke, e una platea di amici, parenti e affini di tutto il mondo pronti a versare fiumi di lacrime nel giardino di casa Cullen. Complice è anche la musica, tra cui la ricorrente “Bella’s Lullaby” presa in prestito dal primo “Twilight” che accompagna alcuni dei momenti più salienti della pellicola, come il discorso di Edward subito dopo le nozze, l’ultima telefonata di Bella al padre e la sua trasformazione finale dopo il sanguinolento parto, una scena che, uccellini e animaletti danzanti a parte, ricorda una Biancaneve gotica.

Condon ce la mette tutta per dare grinta a una sceneggiatura che a tratti si mostra lenta e poco di polso, tra cui i dialoghi interminabili tra i protagonisti e alcune scene dichiaratamente di contorno tra un’azione e l’altra; butta dentro un mix di cinematografia prettamente giovanile e immagini scattanti capaci di rapire l’attenzione, grazie anche a un uso della computer grafica davvero avvincente; memorabili sono infatti le scene in cui sono protagonisti i mannari guidati da Jacob Black/Taylor Lautner, grazie a una soggettiva d’impatto altamente divertente e coinvolgente.

Anche le ambientazioni fanno la loro parte, curatissime fin nei minimi dettagli come probabilmente non era ancora accaduto nel resto della saga. Ogni ricostruzione è infatti una dettagliata riproduzione di quanto citato nella saga letteraria, con un tocco di ricercatezza che di certo non lascerà insoddisfatto chi riuscirà a cogliere questi piccoli particolari, comprese le battute ironiche del cast che potrebbero passare inosservate ai più distratti. Perché, nonostante tutto, i vampiri sanno e fanno ridere.

Un prodotto confezionato a hoc per i giovani amanti della saga, inutile pensare di recarsi al cinema con la speranza di capirci qualcosa se non si sono visti i precedenti capitoli e letti i libri della Meyer, con una personalità giovane e divertente, “Breaking Dawn” è tale guazzabuglio dell’età moderna da rischiare di diventare un prodotto godibile, sicuramente più dei tre precedenti. Ovviamente è il gran finale quello che tutti attendono, quello con lo scontro finale tra i Cullen e i cattivissimi Volturi, meglio ribadire: guai ad alzarsi prima dei titoli di coda in salsa Tarantino / Funny Games; ma per quello bisognerà aspettare il prossimo anno.