Per chi vive in Italia ed è omosessuale, la vita non deve essere sicuramente per niente facile. La nostra non è una cultura così aperta e, anche se nel corso degli ultimi anni qualcosa si è smosso e la comunità GLBT ha potuto respirare un po’, siamo ancora parecchio indietro.

Dopo i gravi episodi di violenza avvenuti a Roma ai danni di alcuni ragazzi gay, l’Italia sarà molto presto di nuovo il simbolo dell’omofobia per via di un convegno che ha dell’incredibile, che avrà luogo a Roncadelle (Brescia) il prossimo 21 e 22 maggio.

Il convegno in questione avrà il proposito di illustrare i metodi possibili per guarire dall’omosessualità e il relatore principale sarà Joseph Nicolosi, uno psicologo statunitense assolutamente fuori dalle righe che si è fatto promotore di assurde terapie riparative per far tornare sulla “retta via” gay e lesbiche.

Ad accompagnare Nicolosi in questo convegno non saranno solamente altri relatori ma anche psicologi, medici, associazioni, l’infettivologa Chiara Atzori, nota per le sue dichiarazioni su omosessualità e HIV, e anche un giudice, Giancarlo Ricci, che lavora presso il Tribunale dei Minori di Milano. Tra gli organizzatori, si legge “Medici Cattolici Brescia“, mentre tra i promotori figura “Medicina & Persona”. Alcune indiscrezioni, non confermate però, dicono che vi sia anche il benestare del Comune di Roncadelle.

Per la prima giornata ci saranno dunque psicologi, psicoterapeuti, counsellors, insegnanti, educatori e sacerdoti, tutte figure che hanno a che fare con i bambini e con i giovani e che potrebbero a loro infondere le folli teorie in base alle quali gli omosessuali debbano essere guariti. Essere gay non vuol dire essere infetti, essere gay non vuol dire dover subire violenze, dover essere emarginati, dover essere odiati. Essere gay vuol dire amare qualcuno, senza porre attenzione su quale sia il sesso della persona amata.

Dulcis in fundo, lo psicologo Nicolosi è anche il protagonista principale di un blog, il cui titolo dice tutto: “La terapia riparativa di Joseph Nicolosi. Una speranza per gli omosessuali”. Nello spazio dedicato, Nicolosi introduce le sue argomentazioni parlando di come sia difficile trovare un approccio comune per la ricerca del bene per chi sta vivendo un’esperienza omosessuale. Sembra ovvio, però, che l’approccio comune ideale per far vivere una vita serena e tranquilla a chi ama, a chi vuole bene, a chi prova sentimenti non da poco per altre persone è solamente uno, lasciarle vivere.