Oggi, dopo anni di accese controversie, la Commissione Ue, organo esecutivo di Bruxelles, ha dato il via libera alla coltivazione in Europa della patata Amflora, e di altre tre varietà di mais Ogm.

Ad annunciarlo è la Basf, azienda tedesca, che aveva chiesto l’autorizzazione già nel 2003; il gruppo ha specificato che questi prodotti non sono destinati all’utilizzo alimentare per gli esseri umani, ma all’importazione e la commercializzazione per l’alimentazione degli animali.

Per chi non lo sapesse in Europa solo 1/4 delle patate coltivate viene adoperato per l’alimentazione umana. Infatti l’alto contenuto di amido presente nella patata la rende una materia prima preziosa per la produzione di carta, calcestruzzo e di prodotti cosmetici.

Grazie agli studi di genetica i ricercatori della Basf sono riusciti a creare una patata con un maggior contenuto di amido. Il problema sorge per il fatto che la patata presenta un gene marker, il quale risulta resistente ad un antibiotico importante per la salute umana.

L’Efsa di Parma, Autorità Ue di sicurezza alimentare, chiamato in causa dalla Commissione Europea ha dato il suo via libera , nonostante la direttiva 2002/18 proibisca la coltivazione di Ogm contenenti geni resistenti agli antibiotici.

Le reazioni politiche sono state immediate. Luca Zaia, ministro italiano alle politiche agricole alimentari ha ribadito che:

l’Italia proseguirà nella politica di difesa e salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini.

Legambiente ha voluto sottolineare come un simile provvedimento renda inutili tutti gli sforzi fatti fin ora per creare un prodotto Made in Italy di qualità. Stessa posizione hanno assunto i Verdi e l’Adoc che sottolineano l’esigenza di indire un referendum europeo che dia la possibilità ai consumatori di dire la propria.