Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, ha compiuto 80 anni. Un mito per vecchi e giovani, un eclettico per natura e vincente in ogni caso.

Carlo Pedersoli nasce a Napoli il 31 ottobre 1929, destinato a diventare stella sportiva prima, nel nuoto, e star del cinema poi, con al fianco il compagno di mille avventure Terence Hill. Primo italiano a superare il muro del minuto nei 100 metri a stile libero, nel 1950, nonché pallanuotista professionista per diverse società, Carlo, una volta abbandonata la carriera sportiva, decide di reinventarsi completamente.

Tanto da cambiare perfino il nome. Seguendo la moda dell’epoca, che imponeva nomi d’arte esterofili d’impatto, Carlo plasmò il suo amalgamando assieme Budwieser, la sua birra preferita, e Spencer Tracy, suo idolo nel cinema. Decisivo l’incontro con il regista Giuseppe Colizzi, che per il suo “Dio perdona.. io no!” cercava una persona con una conformazione fisica ben definita da affiancare ad un quasi sconosciuto Mario Girotti, futuro Terence Hill. I due, dopo quella pellicola, formeranno una coppia inossidabile per decenni.

I suoi film, in Italia, non sono stati riconosciuti dalla critica come forse avrebbero meritato. Ma Bud si consola con il successo internazionale ancora oggi tangibile e, naturalmente, con il riscontro positivissimo del pubblico di massa della TV.

Per l’occasione speciale Carlo Pedersoli è stato intervistato da Il Giornale.

L’attore, inizialmente, spiega le ragioni del proprio successo, riconosciuto anche all’estero grazie a numerosi premi:

Pochi premi in Italia, a parte un premio Charlot nel Salento. Invece all’estero ne ho raccolti molti, da Berlino alla Spagna. A Parigi un’autorevole giornalista del Figaro mi ha commosso con le sue parole. […] Mi rifaccio con i fan sparsi in tutto il mondo, Russia, Arabia Saudita, Australia e Germania, dove hanno inventato magliette con il mio faccione al posto di Che Guevara. In Italia ho 23 fan club, primo della lista a Verona. Per iscriversi bisogna ripetere davanti al notaio le frasi celebri dei miei film. E quante lettere: 1.500 al mese, mica poche, anche se dimezzate rispetto a qualche anno fa.

Spencer, inoltre, sottolinea come non vi siano possibilità di tornare a lavorare con il compagno Terence Hill:

Non credo. È una questione di decenza, certe cose non posso più farle. Sono rimasto colpito, non tanto tempo fa, da un bambino, che mi ha squadrato per strada e poi ha detto al padre: “Com’è vecchio”. Terence, che ha dieci anni meno di me, forse sì.

Infine, l’attore conferma la propria presenza per una nuova fiction di Canale 5, “I delitti del cuoco“:

Sarò un commissario di polizia in pensione, che ha aperto un ristorante e dà una mano alla polizia. Lo dico subito: niente a che vedere con Nero Wolf né con Maigret. Semmai c’è qualche somiglianza col mio Piedone.