In effetti, mancava solo lui alla televisione italiana in fatto di amarcord. Bud Spencer approda in TV con una fiction che lo vedrà come protagonista, che si chiama “I delitti del cuoco“, ma andrà in onda a fine anno, sebbene siano già partiti i promo di Canale 5.

Così, l’attore con lo pseudonimo esterofilo interpreterà un cuoco che ha un ristorante a Ischia, dove un commissario, Enrico Silvestrin, risolve molti delitti: Silvestrin si fa aiutare dal personaggio di Spencer perché lui è, a sua volta, un ex commissario in pensione.

Questa nuova fiction si inserisce in tutto un filone amarcord, che a distanza di anni sembra essere fondamentale nella TV italiana: pensiamo alla reunion tra Cochi e Renato in “Nebbia in Valpadana“, altro giallo in cui i comici milanesi a volte cantavano le canzoni ironiche che li avevano resi celebri.

Ma anche altrove, abbiamo potuto ammirare scorci del passato degli attori: il portiere de “Il maresciallo Rocca“, in una puntata, chiedeva a Proietti cosa ne pensasse di giocare tre cavalli, Soldatino, King e Dartagnan, la tris che Proietti fa finta di giocare a beneficio di Caterine Spaak nel film di Steno “Febbre da cavallo”.

Che sia una necessità di rimpiangere il tempo che fu? Sempre più spesso si parla della bellezza della televisione del passato, di Lelio Luttazzi e di “Non è mai troppo tardi”. Naturalmente i tempi cambiano e non si può restare più gli stessi.

Lo sa bene l’ottuagenario Spencer, che però nella fiction non disdegnerà di dare qualche schiaffone:

Nei limiti della decenza di un ottantenne, qualche schiaffone vola. Per il pubblico, io non sono mai invecchiato e dovrei dare pugni come ai vecchi tempi. Nell’immaginario io e Terence Hill siamo icone senza età.

E chissà che non lo rivedremo mangiare fagioli. Lo potremo scoprire solo seguendolo in TV: lo vedremo di certo, altrimenti si arrabbia.