La catena americana di negozi di abbigliamento American Apparel è famosa per le sue campagne pubblicitarie a dire poco ardite. Solitamente, infatti, sui cartelloni che ne pubblicizzano i prodotti campeggiano giovani donne e uomini scarsamente coperti, se non da pochi centimetri di stoffa firmata, oppure in atteggiamenti ben poco casti. Anche l’ultima a campagna non è da meno, anzi in questo caso il franchising statunitense è stato al centro di una vera e propria bufera.

I poster che sponsorizzano la prima collezione del 2011, la cui pubblicazione è prevista sia sotto forma di cartellonistica stradale sia sulle riviste di moda, vede come protagoniste, ancora una volta, giovani ragazze di bell’aspetto seminude le cui immagini sono accompagnate da una breve didascalia.

Un’immagine ritrae una ballerina che solleva le braccia in modo da rendere ancora più trasparente una già impalpabile maglietta, mentre in un’altra c’è una giovane che si dondola sul ramo di un albero… ma sembra aver dimenticato i pantaloni.

Le reazione più dure si sono avute su Twitter, dove moltissimi utenti hanno aspramente attaccato la campagna definendola inquietante e eccessiva. Tale scelta di marketing risulta ancora più particolare se si tiene presente come solo pochi giorni fa American Apparel abbia dichiarato pubblicamente di voler ridimensionare l’impatto delle sue pubblicità.