Buon compleanno Giorgio Armani: il re della moda compie 82 anni proprio oggi 11 luglio. Un talento come pochi capace di vedere oltre gli schemi tradizionali che, grazie alle sue intuizioni innovative e una filosofia di pensiero ben precisa, ha creato un regno che resiste e prospera da oltre quarant’anni.

Simbolo di eleganza e italianità, Giorgio Armani, iconico con le sue t-shirt blu, ha creato un brand amato e indossato da tutti – sia celebrità sia gente comune – sapendo sempre innovare e rinnovarsi. Per celebrare gli 82 anni di King George, ecco tutte le sue rivoluzioni che hanno cambiato il mondo della moda.

Galleria di immagini: Giorgio Armani Privé Autunno Inverno 2017, le foto

Da medico a stilista

La prima rivoluzione è stata personale: Giorgio Armani avrebbe, infatti, potuto diventare un medico! Forse non molti sanno che Giorgio Armani era iscritto alla Facoltà di Medicina a Milano, ma che decise di abbandonare gli studi dopo due anni, nel 1957. Fu così che, a 23 anni, trovò lavoro alla Rinascente, dove iniziò a collaborare con il team di architetti che curavano l’immagine del grande magazzino. Dopo questa esperienza, nel 1965, Armani fece il suo vero ingresso nel mondo della moda: diventò assistente di Nino Cerruti per creare la linea di moda uomo Hitman, che disegnò fino al 1970. Fu poi Sergio Galeotti a spingerlo a creare un proprio marchio: nacque così, nel 1975, Armani.

La giacca destrutturata

La giacca destrutturata è la prima vera e più importante rivoluzione di Giorgio Armani. Un’invenzione stilistica che ha cambiato radicalmente il modo di concepire la moda sia maschile sia femminile: via gli orpelli, la rigidità strutturale delle giacche, le imbottiture e le controfedere, per preferire stoffe morbide che devono seguire il movimento del corpo. Se nella moda uomo le giacche flosce segnano un epico cambiamento permettendo un connubio tra eleganza e confort, la vera rivoluzione riguarda la moda donna. Le giacche Armani da donna sono realizzate su modello di quelle maschili, destrutturate, spesso con una forma geometrica rettangolare-allungata che incarnano a pieno l’idea di “donna in carriera” che si incominciava ad affermare nei primi anni ’80.

Completo giacca-pantaloni per le donne

Oltre alla giacca destrutturata e dal taglio unisex, Armani propose completi giacca-pantaloni anche per le donne, idea che, a fine anni ’70, solo Yves Saint Laurent aveva avuto. L’obiettivo dello stilista italiano era quello di far indossare capi che facessero sentire le donne a loro agio, sicure, ma senza rinunciare alla sensualità e all’eleganza. Gli abiti devono essere pratici, confortevoli, curati nei minimi dettagli e devono seguire la linea del corpo per valorizzarlo al meglio.

Il Greige

Il pensiero di Giorgio Armani si è sempre basato, come abbiamo visto, su poche parole chiave: confort, semplicità, eleganza. Un minimalismo che si ritrova innanzitutto nella scelta di eliminare tinte vivaci, stampe floreali, quadrettate, colorate o appariscenti, tessuti damascati per preferire uno stile più sobrio che però non significa dimesso. In un periodo, come gli anni ’80, in cui si tendeva a esagerare con colori, stampe e decorazioni, a volte rischiando di cadere nel volgare, Armani ha proposto il contrario: togliere inutili orpelli e puntare sui piccoli dettagli che rendono un capo e la persona che lo indossa elegante e notato. Per questo, il colore prediletto dallo stilista è il greige, una tonalità di grigio chiaro misto al beige, a volte definito come il non-colore e che si è affermato come una sorta di filosofia di vita.

L’Orientalismo

Giorgio Armani, sebbene simbolo assoluto del Made in Italy, ha sempre guardato alla moda con un occhio cosmopolita portando nelle sue linee molte influenze culturali e stilistiche. In particolar modo, lo stilista è sempre stato affascinato dall’orientalismo. Le collezioni maschile, in particolare, tendono ad avere sempre colli alla coreana o comunque morbidi e sinuosi, arabeschi ricamati sullo sfondo o tonalità, come il rosso tibetano, che richiamano l’Oriente.

L’influenza nel cinema

La grande fama di Giorgio Armani e l’appellativo di “Re” è arrivato proprio anche grazie all’interesse dello stilista verso il mondo del cinema. Suoi erano gli abiti indossati da un giovanissimo Richard Gere in “American Gigolo” che rese Armani celebre in tutto il mondo: nel 1982 si conquistò la copertina del “Time” che lo celebrò scrivendo: “I vestiti sono la stoffa della storia e la texture del tempo. E questo tempo, proprio ora, appartiene a Giorgio Armani”. La sua partnership nel cinema è durata a lungo. Tra gli attori vestiti da Giorgio Armani ricordiamo: John Malkovich ne Il Tè nel deserto di Bartolucci, Christian Bale ne Il Cavaliere Oscuro e Il Cavaliere Oscuro – il ritorno, Michael Fassbender e Penelope Cruz in The Counselor e Leonardo di Caprio in The Wolf of Wall Street.

Le linee “accessibili” a tutti

Un’altra grande intuizione di Armani è stata quella di creare delle linee che non fossero destinate solo alle star o comunque alle persone più abbienti. Lo stile Armani è portabile da tutti e quindi lo stilista, negli anni, ha inaugurato varie collezioni meno costose: Emporio Armani con la collezione Armani Jeans, Armani Exchange, Armani Collezioni, Armani Casa, la linea EA7 del 2004 ispirata dall’ex calciatore del Milan Shevchenko e Armani Collezione Junior.

L’uomo anni ‘90

Negli anni ’90, Giorgio Armani torna a occuparsi della giacca, rendendo minimal il monopetto da chiudersi con quattro bottoni, per poi sostituirla con la giacca-pullover, più aderente al corpo maschile. In questo decennio, le camicie di Armani perdono il colletto e non si indossa più la cravatta, sono eliminate le pinces dai pantaloni per allargarli a tubo, i maglioni e le t-shirt diventano sottogiacche. Nel 1995, le sue sfilate si chiudono con un uomo e una donna in smoking, uguali nell’abito ma nonostante questo molto diversi. Alla fine del decennio, Armani sdogana le camicie trasparenti e consacra lo stile urban, abbinando capi sportivi a quelli appartenenti al repertorio classico.

T-shirt blu e denim

Sempre nell’ottica di perseguire l’idea di eleganza e confort, la divisa personale di Armani è diventato la t-shirt blu (colore molto amato dallo stilista) da portare con il denim. Un abbinamento iconico, che ha sdoganato la t-shirt da uomo come capo da indossare anche nelle occasioni formali.

Iperminimalismo delle ultime collezioni

“Non ci serve tanto, a patto che quel che abbiamo sia fatto bene. È inutile inquinare il sistema con una marea di prodotti inutili. Eliminare il superfluo può solamente farci del bene”. Queste le parole di Giorgio Armani nel 2015 per parlare della sua ultima collezione. La filosofia di Armani rimane coerente con se stessa: silhouette allungata e precisa, niente orpelli, pull portati senza camicia, giacche che aderiscono al corpo morbidamente, pantaloni morbidi che si stringono al polpaccio, blu, grigio e nero sono gli elementi che hanno caratterizzato la linea uomo autunno/inverno 2016-2017. Mini rivoluzione invece per la moda femminile: nelle ultime collezioni spiccano i rossi in varie sfumature – lacca, geranio, fiamma – che si accostano a toni più soft come il crema, il nero e il grigio perla. Non mancano anche alcune trasparenze, i ricami e le gonne svolazzanti, ma sempre senza esagerare: sì all’eleganza, no alla volgarità.