Ancora al centro dell’attenzione generale, il burqua torna a far discutere i nostri parlamentari. È stata Simona Vicari, deputata del PDL, a proporre al Senato un decreto legge per vietare l’uso del burqua nel nostro Paese.

Il decreto dovrebbe essere una modifica all’articolo 5 della legge n. 152, che nel 1975 aveva introdotto il divieto dell’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo che ostacolasse il riconoscimento della persona in un luogo pubblico, salvo valida giustificazione.

Con la modifica alla legge, quindi, il divieto di non rendersi riconoscibili verrebbe esteso a tutti i luoghi, tranne l’abitazione privata, e vieterebbe vietato anche “l’uso di indumenti che comportino la copertura o velatura del volto della persona che lo indossa”.

Un chiaro riferimento alle donne islamiche che portano il burqa integrale quindi, senza mancare di rispetto alle abitudini di nessuno, come dichiara la stessa Vicari.

Non ci si vuole sottrarre al processo di integrazione tra i popoli, che anzi vogliamo favorire, ma chi decide di vivere in un altro Paese deve accettare le regole e gli usi di quel luogo.

Prima di noi, la Francia, che ha la presenza di popolazione musulmana più grande d’Europa con almeno cinque milioni di cittadini sui sessantaquattro totali, ha vietato già l’uso del burqa nei luoghi pubblici e, anche nel nostro Paese, ultimamente la presenza di signore mussulmane completamente coperte ha destato qualche polemica.