Uno degli imperativi categorici in fatto di gusto, per gli italiani, è il caffè. Ogni momento della giornata e ogni luogo vanno bene per consumarlo. Al mattino prima di entrare in ufficio, dopo pranzo o per incontrare vecchi amici alla sera; a casa, al bar, per la strada.

Gli abitanti del Bel Paese risultano essere dei grandi bevitori di caffè, nonostante non siano esattamente al primo posto della classifica: il record pro capite, infatti, spetta alla Finlandia. Però l’Italia è uno dei principali esportatori di caffè torrefatto ed è uno dei maggiori produttori di macchine per l’espresso.

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Sono numerose le regole scritte per istruire sulla preparazione di questa bevanda così corroborante ed energetica, potremmo definirli dei veri e propri manuali d’uso. Un promemoria da tenere a portata di mano, una guida alla degustazione, per stupire gli ospiti d’un pranzo informale o i colleghi di lavoro e per coltivare un raffinato interesse culinario che stimola i cinque sensi e mantiene desta la concentrazione.

L’Unione Consumatori ha stilato una sorta di vademecum, nel 2009, per indicare come scegliere una macchina da caffè, ponendo l’accento sul discorso sicurezza, oltreché su quello della qualità della scelta. Questo fa comprendere che, nonostante le apparenze, anche il caffè fa parte di un rituale, al pari del tè per gli inglesi, e che i suoi cultori divengono sempre più raffinati ed esigenti.

Esistono diversi modi per preparare il caffè, rispetto al passato le alternative si sono infatti moltiplicate. Le nostre mamme conoscevano solo il caffè in grani e in polvere: oggi esistono anche le cialde e le capsule monoporzione, già pronte all’uso. Queste due nuove opzioni sono preferite dalla maggior parte delle persone, poiché ritenute più pratiche da utilizzare: il caffè è già suddiviso in porzioni e, dunque, apparentemente non vi è spreco di quantità. Ma l’impatto degli scarti sull’ambiente è significativo.

I consumatori più nostalgici amano la vecchia e cara moka. Il caffè macinato ha il vantaggio di poter essere utilizzato in proporzioni diverse, a seconda dei gusti e nel contempo lo svantaggio di andare sprecato più facilmente quando lo si dosa. Ma a conti fatti oltre a essere il caffè più buono, questo, risulta essere anche il più economico. Il suo costo medio è di 10 centesimi, contro i 35 centesimi di uno in capsule. Acquistandolo in grani e macinandolo al momento, se ne risparmia un’ulteriore percentuale.

La scelta sul miglior caffè da acquistare, per appagare il palato e il portafogli pare indicarsi da sola, quindi. Il caffè macinato se ben conservato risulta anche essere quello maggiormente capace di conservare intatti aroma e fragranza. D’altronde, gli italiani amano le cose fatte alla vecchia maniera: parafrasando le parole del poeta francese Georges Courteline, è più facile cambiare religione che caffè.