In un mondo dove il calcio si basa su questioni economiche, basta un ricorso di un’emittente televisiva per mettere a rischio numerose squadre della serie più importante nel campionato italiano: si tratta del ricorso che Conto TV ha presentato al Tribunale di Milano.

In poche parole, l’emittente privata contesta l’assegnazione dei diritti televisivi delle partite di calcio al bouquet televisivo satellitare da parte della Lega Calcio e relative alle prossime due stagioni di campionato.

Il Tribunale analizzerà il ricorso: qualora venga accettato, tale provvedimento sarebbe un vero e proprio problema per quelle squadre il cui bilancio si regge per la maggior parte sugli introiti dovuti ai diritti televisivi.

In un comunicato ufficiale, i club di serie A hanno spiegato che la decisione del Tribunale di Milano inciderebbe anche sulle squadre di serie minori:

Non è difficile immaginare quello che potrebbe accadere a danno delle società di calcio, degli appassionati e in generale di un comparto estremamente produttivo del panorama economico nazionale, nel caso in cui il ricorso di Conto TV fosse accolto. Le società di calcio traggono dai diritti audiovisivi in questione buona parte del loro fatturato. Nel caso in cui ne fossero private, le società di serie A vedrebbero pregiudicata la loro sopravvivenza, e con esse le società delle categorie inferiori che vedrebbero sparire le ingenti risorse ridistribuite all’interno del sistema calcistico nazionale.

Secondo i team di serie A, le richieste di Conto TV sono completamente prive di fondamento: la Lega è stata attenta a osservare scrupolosamente tutte le leggi firmate dall’Agcom.

C’è inoltre da dire che Conto TV non ha mai partecipato seriamente alla procedura di assegnazione dei diritti televisivi. In altre parole, l’emittente contesta la validità di un procedimento che non nemmeno ha seguito da vicino:

Non è normale che un operatore che non ha mostrato alcun serio interesse ad acquisire i diritti in oggetto, e che per di più è inadempiente a un precedente contratto con la Lega, rischi di bloccare l’attività delle società calcistiche e dell’intero mondo del calcio italiano.