Chi desidera avere un bambino oppure, al contrario, vuole evitare una gravidanza, può provare il metodo del calcolo della temperatura basale del corpo. Si tratta di un metodo naturale grazie al quale è possibile individuare il periodo dell’ovulazione. Trattandosi di metodo naturale e fai da te presenta degli svantaggi che è bene conoscere, onde evitare di ottenere misurazioni inesatte che possano impedire di raggiungere lo scopo prefissato.

Calcolo della temperatura basale: svantaggi

Prima di andare ad illustrare come misurare e tenere sotto osservazione la temperatura basale del proprio corpo, occorre premettere che questo metodo è piuttosto approssimativo. La temperatura corporea (che con l’ovulazione dovrebbe tendere ad aumentare) è infatti soggetta a variazioni influenzate da tantissimi altri fattori di cui spesso si ignora anche l’esistenza. Infezioni vaginali, bevande alcoliche, uso di farmaci, febbre e altre patologie possono infatti contribuire ad alzare la temperatura basale. Insomma, per tenere sotto controllo le fasi dell’ovulazione sarebbero senz’altro preferibili altri metodi più accurati, come gli stick che si trovano in commercio ad esempio.

Calcolo della temperatura basale: come si effettua

Per poter tenere sotto controllo la temperatura basale occorre munirsi di un semplice strumento: ossia un termometro. Si procederà ad effettuare le misurazioni a partire dal primo giorno delle mestruazioni oppure al termine di esse, avendo cura di segnare le rilevazioni esatte all’interno di una tabella.

Quando misurare la temperatura? Al mattino, possibilmente sempre alla stessa ora e misurandola o per via rettale (che sembra essere la soluzione migliore e maggiormente attendibile) oppure per via vaginale. Sconsigliata la misurazione per via orale, che invece pare essere la meno attendibile.

Per capire quando si è nella fase dell’ovulazione bisognerebbe individuare tale momento: la temperatura basale sarebbe mediamente bassa nella fase follicolare, tenderebbe a scendere per un giorno e poi risalire oltre la media nella fase lutenica. L’abbassamento della temperatura basale e il seguente rialzo avverrebbero nella fase di ovulazione, cui seguono poi almeno tre giorni in cui la temperatura basale di alza. Questo in linea di massima, perché nella realtà l’aumento della temperatura potrebbe anche avvenire due o tre giorni dopo. È abbastanza chiaro, a questo punto, che il metodo non possa risultare del tutto affidabile ma solo indicativo.