Finalmente è uscito il calendario che mette in mostra le donne vere, quelle con le curve. Stiamo parlando del set Pin Up del 2000, realizzato dall’omonima associazione guidata da Simona Sessa, allo scopo di promuovere un modello di bellezza diverso rispetto a quelli proposti dai media e dalla moda e lanciare un messaggio positivo per combattere i disturbi alimentari, come anoressia, bulimia e obesità.

Dodici ragazze dalla 44 alla 50 si sono spogliate e con tanta malizia e un po’ d’ironia, riproponendo quello che è il mito delle Pin Up, per mostrare come si è femminili e sexy anche se non si porta la 40.

Come si legge sul sito, Il calendario Pin Up del 2000:

combatte l’ideale insano di bellezza filiforme odierno e i condizionamenti psicologici degli stilisti e dei mass media, che sono alla base delle insicurezze e fragilità istillate sapientemente nelle menti delle utenti. Gli scatti dei dodici mesi mostrano corpi felici che esprimono salute e bellezza. Donne che sanno accettare le proprie curve e una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche.

Dietro quest’iniziativa c’è la volontà di Simona Sessa, promotrice in Italia del Pin Up Style, nonché giornalista e nota blogger, che da anni combatte per la riaffermazione di un modello di bellezza formosa e più sana. Simona ha sofferto per 20 anni di bulimia, una malattia che le ha lasciato una cicatrice profonda. Lei conosce, ha vissuto il dolore di disturbi alimentari, che anche se assumono sembianze diverse, quali appunto anoressia, bulimia e obesità, hanno tutti un comune denominatore: il vuoto dell’anima.

Sia le modelle che i fotografi hanno partecipato all’iniziativa gratuitamente, proprio per l’importanza sociale del calendario che è stato interamente autoprodotto dall’associazione culturale Pin Up del 2000 ed è venduto a prezzo “sociale” di 15 euro per sostenere le nuove iniziative. Per tutte le informazioni potete collegarvi al sito ufficiale. Ricordatevi che le donne vere del 2011 hanno le curve ed è per questo che agli uomini piacciono le forme.