Vi siete mai chiesti perché, per l’Epifania, ci regaliamo delle calze piene di dolci? Nessuno lo sa spiegare, ma è un’abitudine molto antica, perché una vecchia leggenda racconta che persino Numa Pompilio, uno dei sette re di Roma, aveva l’abitudine di appendere una calza in una grotta. Una ninfa che lo proteggeva gliela faceva poi trovare piena di buoni consigli.

Dunque, secondo la tradizione italiana, la Befana, corruzione lessicale di Epifania, scivola giù dai camini nella notte tra il 5 e il 6 dicembre per riempire di doni le calze appese dai bambini. Insomma, come i Re Magi avevano fatto con Gesù Bambino.

Nella storia molti bambini le agganciavano direttamente alla catena del paiolo, altri a dei chiodi fissi in qualche angolo del focolare. Alcuni al posto delle calze, mettevano bene in vista delle belle scarpe o degli stivaletti, così la Befana avrebbe potuto sostituire le sue, sempre piene di buchi.

Ma sono sempre state le calze ad essere preferite da tutti, perché, essendo di lana, si allargano facilmente per contenere più doni.

Quest’anno, cari genitori, potete regalare ai vostri bambini una Gallo piena di dolcetti, così da poterla riutilizzare. Una calza modaiola, simpatica, utile e confortevole.

Galleria di immagini: Calza della befana, storia di una lunga tradizione. Quest'anno riempite di dolci una Gallo...