Dopo il decreto legge crescita, cambiano le norme per l’imposta sul valore aggiunto sulle locazioni e cessioni di immobili.

Il regime Iva nel settore immobiliare è stato rivisto e modificato in base all’articolo 9 del decreto legge 83/2012 del decreto crescita, in particolare all’articolo 10, commi 8, 8-bis ed 8-ter, del Dpr 633/1972 ed ora le imprese costruttrici o quelle che hanno eseguito lavori di recupero possono optare per l’applicazione dell’imposta.

Quindi, in base alle modifiche apportate, le imprese costruttrici o che hanno eseguito lavori di recupero, anche mediante imprese appaltatrici, possono applicare l’Iva, tramite opzione, alle locazioni di immobili abitativi. Inoltre, la nuova norma ha rimosso le ipotesi dell’imposta obbligatoria previste per le locazioni di immobili strumentali concessi a privati o a soggetti passivi con diritto alla detrazione non superiore al 25 per cento. Sono esenti le locazioni di immobili abitativi effettuate da imprese non costruttrici o di recupero.

In sintesi, in base alla nuova norma dettata dal nuovo comma 8-bis dell’articolo 10, è possibile l’imponibilità senza vincoli di tempo, anche mediante opzione, sulle cessioni di immobili abitativi effettuate dalle imprese costruttrici o di recupero; viene esteso a cinque anni, come per gli immobili abitativi, l’arco temporale entro il quale le compravendite di immobili strumentali effettuati dalle stesse imprese che li hanno costruiti o recuperati sono imponibili per legge e, infine, vengono eliminate le ipotesi di assoggettamento obbligatorio a Iva delle cessioni di immobili strumentali in base alla qualifica del cessionario.