Dal Ministero del Lavoro arriva una circolare che chiarisce alcuni punti relativi ai tirocini formativi previsti dalla manovra finanziaria, ma solo per quanto riguarda gli stage mirati al reinserimento nel mercato del lavoro di chi è disoccupato o in situazione di mobilità.

Sono questi ultimi, più alcune categorie svantaggiate, a non dover sottostare alla nuova normativa che riguarda la possibilità di svolgere stage aziendali, mentre per i laureati e i diplomati arrivano restrizioni su vari piani: il tirocinio non può durare più di sei mesi e non può essere svolto se sono trascorsi più di dodici mesi dal conseguimento del titolo di studio.

Attraverso la circolare n.24/2011, il Ministero ha inviato alcune precisazioni che concernono quindi l’articolo 11 della manovra finanziaria. Nella stessa circolare si parla dei cosiddetti tirocini curriculari, vale a dire stage formativi non finalizzati all’inserimento della persona nel mondo del lavoro, ma mirati solo all’apprendimento e, di conseguenza, pensati per chi non ha ancor terminato gli studi.

Possono svolgere un tirocinio di questo tipo, quindi, solo gli studenti universitari e i giovani che frequentano le scuole superiori, così come gli istituti professionali. L’importanza di questa circolare ministeriale, che valorizza lo stage come esperienza fondamentale per i giovani e, sempre più spesso, strumento utile per trovare lavoro, è sottolineata dal Presidente di ACTL (Associazione per la Cultura e il Tempo Libero) Marina Verderajme.

“La circolare ministeriale n° 24 sullo stage chiarisce l’art. 11 e riconsegna ai giovani il diritto di scegliere di fare un’esperienza di stage. 
Ora dobbiamo puntare sulla certificazione delle competenze e sul rafforzamento del ruolo degli enti promotori per garantire qualità ed efficacia dello stage”.

Secondo una recente indagine promossa da Excelsior di Unioncamere, inoltre, nel solo 2010 sono stati oltre 38.000 i giovani che hanno trovato uno sbocco professionale proprio grazie allo stage. È sempre la Verderajme ad auspicare l’avvio di vere e proprie certificazioni delle competenze acquisite durate un tirocinio.

“La nostra azione a supporto dello stage non si ferma qui. Crediamo davvero che lo stage favorisca l’occupazione dei giovani e riteniamo che per migliorarne l’efficacia e garantirne la qualità formativa e di inserimento nel mondo del lavoro, si debba puntare sulla certificazione delle competenze acquisite rafforzando anche il ruolo di garante degli enti promotori”.

Fonte: ACTL, Ministero del Lavoro