A quarant’anni cambiare lavoro non è una scelta facile. Significa rimettersi in gioco, confrontarsi prima di tutto con le proprie ansie e il timore che i nuovi rapporti di lavoro possano destabilizzare, soprattutto se si entra in contatto con neo-laureati inevitabilmente più giovani.

Ed ecco quindi balenare un po’ di imbarazzo, di carenza di autostima, di sfiducia. Inoltre si fa vivo il timore di cercare un’occupazione e non trovarla, come anche la paura di un rifiuto. Sentimenti legittimi ma non costruttivi. Il cambiamento che si cerca, tuttavia, fondamentalmente è già un fattore positivo poiché nasce dalla voglia di rinnovarsi, mettendosi in gioco. E poi se si crede in sé stessi, nel proprio bagaglio culturale e professionale acquisito nel tempo, ecco spuntar fuori con forza la vera grinta, quella di sempre e quella che serve per fare il salto con ottimi risultati.

Una cosa da non dimenticare del vantaggio di avere quarant’anni è che si ha già, mediamente, una {#famiglia}: questo aspetto è spesso valutato positivamente dalle aziende, che potrebbero preferire assumere una donna con esperienza anche se già mamma, certi che non ci saranno a breve richieste di congedi di maternità.

La fiducia riposta nella propria qualifica professionale, inoltre, può aiutare nella riuscita di un colloquio di lavoro, infatti a questa età si conoscono meglio le strategie per scrivere un buon curriculum vitae o una lettera di presentazione; oppure semplicemente si sa come vestirsi per fare l’impressione giusta al (probabile) datore di lavoro.

Sappiamo che, per andare sul sicuro, è meglio indossare un tailleur classico e non troppo elegante, piuttosto che capi estremamente alla moda ma non graditi all’esaminatore. Nel caso di una giovane azienda, invece, si può azzardare con uno spezzato, gonna e maglioncino, oppure pantalone e camicia. Molto usata in Francia, ad esempio, è la pratica del restyling totale detto relooking, che comprende lezioni di trucco, sedute dal parrucchiere, come anche nozioni sul comportamento vincente da tenere durante l’incontro.

Durante il colloquio si deve dimostrare che nel nuovo {#lavoro} si vuole mettere a disposizione tutta la propria esperienza professionale maturata attraverso i precedenti impieghi. Insomma, la ricetta giusta per essere delle buone venditrici di sé stesse è rappresentata dal bagaglio di nozioni che ci si porta dietro, unito naturalmente alla grinta, che nella vita non dovrebbe mai mancare.