Ha solo dieci anni, ma è convinto di essere una femmina e si sente ingabbiato in un corpo non suo. La vicenda del bambino di Worcester che si è ripresentato a scuola con abiti e acconciatura femminili sta destando scalpore. Ma non nei genitori, che tra due anni procederanno all’iter per permettergli di cambiare sesso.

La storia è di quelle che sembrano fatte apposta per spaccare l’opinione pubblica, e anche i genitori degli altri {#bambini} che frequentano la scuola, dove il bambino si comporta e parla di sé come fosse una bambina, hanno avuto reazioni molto diverse. C’è chi comprende, chi tollera, ma c’è anche chi ha mostrato chiari segni di intolleranza e se l’è presa con la preside dell’istituto. La mamma, però, sostiene in tutto suo figlio nel lungo percorso che tra due anni lo porterà al cambiamento di sesso, con le prime terapie ormonali.

“Nella sua mente lei è una bambina, ma ha un corpo da maschio. Preferirebbe giocare con una bambola piuttosto che con un’automobilina. È una bambina davvero molto femminile e attenta alla moda. Insomma, in lei non c’è nulla di maschile. Questo non è stato un problema finché non è andata alla scuola primaria, a sette anni e mezzo. A questo punto ha iniziato a mentire sui regali di Natale.”

I disturbi di identità non sono più un’anomalia sconosciuta, ma fino a oggi nessuno aveva mai letto di un individuo così piccolo già alle prese con questi sintomi. La disforia oggi è più facilmente diagnosticabile e tutti gli psicologi sono concordi nel sottolineare almeno due principi: mai confondere l’eventuale curiosità dei maschietti verso bambole e altre attività prettamente femminili come un disturbo di identità (spesso è semplice curiosità e passa in fretta); in caso il minore presenti questi sintomi, che possono essere riconosciuti soltanto da specialisti, arrabbiarsi, costringerlo a comportamenti che non sente consoni al sé interiore è molto dannoso. Oltre che ingiusto.

Il DailyMail ha realizzato un servizio molto toccante, nel quale madre e figlio sono immortalati di spalle, entrambi con lunghi capelli biondi. A parte il percorso inevitabilmente doloroso di chi sente di essere nel corpo sbagliato, il servizio racconta molto bene anche l’incredibile accoglienza dei coetanei, a cui fa da contrasto l’atteggiamento chiuso di molti genitori, che in questo caso danno – come capita spesso – il cattivo esempio. Forse, l’ideale per questo bambino inglese sarebbe stato frequentare sin dall’inizio l’asilo svedese che ha eliminato ogni differenza di genere sessuale.

In Italia ogni anno si fanno circa 100 interventi di cambio di sesso: le probabilità che il passaggio avvenga dal femminile al maschile sono meno della metà rispetto al maschile-femminile. Interventi che sono possibili soltanto al compimento della maggiore età (in Olanda e Inghilterra a 16 anni).

Ma il cambiamento di sesso riguarda soltanto un terzo delle persone che in età adolescenziale mostrano disturbi di identità: per un altro terzo il fenomeno è transitorio, per l’ultimo terzo invece porta alla scelta dell’omosessualità.

Fonte: Daily UK, Genova24