La ricetta della longevità consigliata da tutti i medici resta sempre la stessa: alimentazione sana, attività fisica e stress ridotto ai minimi termini – o almeno controllato. Ma pare che in particolar modo influisca il camminare sulla lunghezza della vita. E non una camminata qualsiasi, certamente: pare che l’andamento a passo svelto – e non quindi una camminata lenta e tranquilla – sia proprio l’elisir di lunga vita.

Mantenere il corpo giovane e in salute con dell’attività fisica continuativa sicuramente influisce sull’invecchiamento del corpo. Ma dall’Australia arriva un aggiornamento: i ricercatori dell’Hospital Concord di Sidney, infatti, hanno dedotto a seguito di uno studio che una maggiore velocità media di camminata migliora lo stato di benessere e allunga l’aspettativa di vita.

In particolare, i ricercatori australiani hanno preso in esame oltre 1.700 uomini di età superiore o uguale ai 70 anni. Tutti i reclutati hanno partecipato al Concord Health and Ageing in Men Project: si tratta dello studio più grande e completo al mondo sull’invecchiamento negli uomini, che riserva maggiore attenzione al morbo di Alzheimer, all’osteoporosi e all’incontinenza urinaria. CHAMP, iniziato nel gennaio del 2005 e terminato quasi due anni dopo, ha coinvolto soggetti che popolavano le zone limitrofe al Concord Hospital, dei quali il 50% di nazionalità australiana, il 30% tra britannici, cinesi e greci e il 20% dalla provenienza nostrana.

Durante il periodo di follow-up ai pazienti è stato chiesto di compilare dei questionari, poi sono stati sottoposti a visite cliniche e varie analisi del sangue e del DNA. Nel corso di questi mesi si sono però registrati circa 266 decessi e i ricercatori non hanno potuto fare a meno di notare la particolarità che accomunava queste persone ormai scomparse: avevano tutte una velocità media di camminata di circa 0,88 piedi al secondo. Confrontando i dati con quelli che riguardavano i pazienti ancora in vita, gli scienziati australiani hanno constatato, diversamente dagli altri, una velocità media di camminata di almeno 1,36 piedi al secondo: percorrevano, in pratica, a piedi a circa 5 km/h.

Certamente questa velocità indica la costanza con cui queste persone erano abituate a camminare, ma questo nesso tra il passo svelto e la longevità è un’ipotesi tutt’altro che improbabile, anche se bisognerà confermarla con ulteriori ricerche. Camminare o comunque tenersi in movimento con regolarità fa bene alla salute. Se poi alla ricetta della longevità si aggiungono correttamente gli altri ingredienti – che, ricordiamo, sono il mantenimento di un’equilibrata e sana alimentazione e un controllo sulle possibili cause di stress – non si avrà più bisogno di correre alla ricerca del leggendario elisir, perché basterà camminare a passo svelto.

Fonte: La Stampa