Il fumo espone le donne in post-menopausa al rischio di sviluppare il cancro al seno. Coloro che dunque hanno il vizio e che non smettono anche dopo una certa età hanno più possibilità di sviluppare un carcinoma mammario rispetto a quelle donne che non hanno mai fumato, anche se il fumo passivo non è per nulla da sottovalutare.

Nonostante infatti la teoria non ancora certificata che il fumo passivo possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori, sembra che sia proprio così per coloro che sono ne state esposte per un lungo periodo di tempo, sia da grandi che da da bambine.

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Lo spiega il risultato di un recente studio condotto dai ricercatori della West Virginia University e del Health Partners Research Foundation di Minneapolis, coordinato da Juhua Luo e Karen Margolis e pubblicato sul British Medical Journal.

Per la ricerca sono stati presi in esame per cinque anni un gruppo di quasi 80.000 donne dell’età compresa tra i 50 e i 79 anni, ovviamente tutte in post-menopausa; lo scopo era quello di approfondire la questione e magari capire se esiste davvero un collegamento tra il fumare, il fumo passivo e il cancro al seno.

Le 80.000 partecipanti hanno compilato un questionario approfondito sul loro rapporto con il fumo; i dati sono poi stati analizzati e le donne seguite per ben dieci anni. In base alle informazioni e al follow-up, sono stati individuati 3.250 casi di tumore al seno invasivo: circa il 16 per cento di rischio in più per le fumatrici di sviluppare un carcinoma mammario, dunque, mentre per le ex fumatrici il rischio scendeva al 9%, anche se le possibilità di ammalarsi permanevano anche dopo 20 anni trascorsi da quando si ha smesso di fumare, un dato curioso e al contempo scoraggiante.

Secondo la ricerca in questione, le donne esposte al fumo passivo avevano un rischio molto alto di sviluppare il cancro al seno, e soprattutto se l’esposizione è avvenuta sin da bambini e si è prolungata per un totale di 30 o 40 anni. In questo caso, il rischio era del 32%.

Fa più male dunque il fumo passivo che il fumo attivo? La ricerca necessita di ulteriori approfondimenti, come sono i ricercatori stessi a sottolineare, ma comunque i primi dati emersi sono davvero poco assicuranti. Ciò che appare sempre più indispensabile è invece incoraggiare le persone a smettere di fumare quanto prima possibile ed evitare l’esposizione al fumo passivo ai propri figli o ai bambini che ci stanno intorno.