Le donne che lavorano nelle industrie manifatturiere, nei bar o nei casinò sono a rischio cancro al seno, come sottolineano dei ricercatori canadesi che nello Stato dell’Ontario hanno messo sotto controllo un migliaio di residenti con questa patologia e un altro migliaio senza.

Gli studiosi hanno constatato che in un periodo di 10 anni, le donne che svolgono un’attività manifatturiera a contatto con la plastica delle automobili o cibo in scatola e quelle che sono impiegate in esercizi pubblici o strutture dedicate al gioco d’azzardo hanno una probabilità doppia di contrarre il cancro al seno rispetto alle altre.

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Le donne che lavorano in agricoltura, in media, hanno il 34% in più di probabilità di ammalarsi del male del secolo forse perché l’esposizione a fattori di rischio inizia in età precoce, visto che questo tipo di attività inizia spesso durante l’adolescenza. Precedenti studi al riguardo avevano mostrato che l’esposizione ai pesticidi è la principale causa di tumore di chi lavora nei campi o nelle aziende di trattamento del cibo in scatola mentre il fumo passivo e il lavoro notturno è deleterio per chi lavora nei locali pubblici, tra i quali sono compresi le sale dove si scommette sui cavalli. Mentre per il fumo passivo il motivo è chiaro, per il lavoro notturno pochi sanno che un ormone chiave per la lotta ai tumori, durante la prolungata esposizione alla luce artificiale durante la notte può non funzionare più.

I ricercatori, tuttavia, hanno sottolineato che lo studio è stato effettuato su un numero di pazienti relativamente piccolo e senza un livello adeguato di informazioni sul reale livello di esposizione a prodotti chimici. Pertanto, nella realtà, i dati potrebbero essere diversi.

Emblematiche le spiegazioni dei professori che hanno curato la ricerca:

«Molte lavoratrici potrebbero risultare esposte ad agenti chimici non solo in ambito lavorativo ma anche nella vita di ogni giorno»

Il dottor James Brophy, dell’Università di Windsor, in Ontario, ha invece detto che:

«Il cancro al seno è provocato da molti fattori: c’entra la predisposizione genetica, gli ormoni e lo stile di vita oltre a esposizioni ambientali».

Tuttavia, studi approfonditi hanno dimostrato che tale patologia è aumentata nella seconda metà del XX secolo, ossia quando molte donne sono entrate in massa nel mondo dell’industria e quando sono stati introdotti nuovi prodotti chimici.

Dai ricercatori arriva però un importante messaggio:

«Le donne che lavorano in questi settori non devono preoccuparsi: sappiamo per certo che la probabilità di contrarre il cancro al seno può diminuire riducendo l’assunzione di alcol, mantenendo sotto controllo il proprio peso e aumentando l’attività fisica».

Fonte: Time